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Brunetta contro le stabilizzazioni facili di Vendola

del 01/05/2010
di: La Redazione
Brunetta contro le stabilizzazioni facili di Vendola
Brunetta contro le stabilizzazioni facili di Vendola. Nel cdm di ieri il ministro della funzione pubblica ha chiesto al governo di impugnare davanti alla Corte costituzionale due leggi fatte approvare dal presidente della regione Puglia in materia di organizzazione del lavoro pubblico e ritenute lesive del riparto di competenze tra stato e regioni.

Si tratta della legge regionale n. 4 del 2010 che consente la stabilizzazione di oltre 8 mila precari tra dirigenti medici e personale ex Lsu e proroga gli effetti delle procedure di stabilizzazione previste dalla precedente normativa regionale, ampliandone i destinatari. Renato Brunetta ha chiesto al suo collega per gli affari regionali, Raffaele Fitto, di impugnare la legge perché consentirebbe un «illegittimo inquadramento di personale proveniente da imprese o società cooperative all'interno di società, aziende o organismi della regione Puglia in violazione della disciplina statale in materia di stabilizzazioni». Inoltre, come detto, la norma contrasterebbe con gli articoli 3, 97 e 117 della Costituzione che riservano alla competenza esclusiva dello stato la materia dell'ordinamento civile (contratti collettivi) e fanno del concorso pubblico l'unica via di accesso ai ruoli della p.a.

La seconda legge della regione Puglia impugnata dal governo, è la n. 5 del 2010, che autorizza invece il transito nei ruoli dell'Agenzia per il diritto allo studio universitario (Adisu) del personale finora in servizio a tempo determinato, con conseguente inquadramento riservato, in violazione della vigente disciplina statale e dei già citati articoli 3, 97 e 117 della Costituzione.

Il consiglio dei ministri ha deciso di impugnare anche una legge della regione Veneto (la n. 17/2010) che istituisce le direzioni aziendali delle professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche e le direzioni generali delle professioni riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione. Tutto questo, secondo palazzo Chigi, «senza specificare che all'istituzione dei relativi posti si provvede attraverso modificazioni compensative della dotazione organica complessiva aziendale e senza prevedere la copertura finanziaria dei maggiori oneri di spesa». Motivo per cui la normativa regionale violerebbe il principio costituzionale secondo cui le leggi che importino nuove e maggiori spese devono indicare mezzi per farvi fronte. Inoltre, secondo Fitto e Brunetta, tali disposizioni, inoltre, violano il principio di buon andamento della pubblica amministrazione e, intervenendo in una materia disciplinata dal contratto collettivo, incidono su competenze riservate allo stato.

Altri provvedimenti. Su proposta del ministro degli esteri, Franco Frattini, il cdm ha approvato un regolamento per il riordino della Farnesina che, si legge nella nota di palazzo Chigi «ne razionalizza l'organizzazione secondo criteri di efficienza e risparmio». Viene quindi abbandonata l'articolazione in direzioni generali con competenze geografiche e tematiche e viene adottata invece, in analogia a quanto avviene nei ministeri degli esteri dei principali paesi europei, un modello fondato su un numero ridotto di direzioni generali divise per macroaree tematiche. Sul regolamento hanno espresso parere favorevole il consiglio di stato e le commissioni parlamentari.

E' stato poi approvato, su proposta dei ministri Brunetta e Calderoli uno schema di dpcm che individua i procedimenti di competenza del dipartimento della funzione pubblica i cui termini di conclusione superino i novanta giorni. Il provvedimento verrà trasmesso al consiglio di stato per il parere.

Palazzo Chigi ha, inoltre, prorogato lo stato d'emergenza già dichiarato in Piemonte, nelle province di Piacenza, Pavia, Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, nonché nei comuni di Lodi e Parma.

Nomine. Infine, su proposta del presidente del consiglio dei ministri, è stata disposta la nomina dell'avvocato dello stato Glauco Nori ad avvocato generale aggiunto, nonché il conferimento all'avvocato Antonio Tallarida dell'incarico di vice avvocato generale dello stato.

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