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La piccola edilizia a doppia via

del 30/04/2010
di: di Antonio Ciccia
La piccola edilizia a doppia via
Edilizia minore a due vie. Solo per le manutenzioni straordinarie è necessaria una relazione tecnica con elaborati progettuali. E mano leggerissima per chi viola i residuali obblighi di comunicazione al comune.

Cambia volto l'articolo 5 del dl 40/2010, dedicato all'attività edilizia libera, con un emendamento di Cosimo Ventucci approvato dalle commissioni finanze e attività produttive della camera e da lunedì 3 maggio 2010 all'esame dell'aula. Le modifiche al Testo unico per l'Edilizia vanno nel senso di liberalizzare gli interventi edilizi minori, anche se con alcuni distinguo, già nella legislazione statale e di consentire alle regioni ulteriori semplificazioni. Si aggiunge l'abbattimento delle sanzioni per chi non rispetta neppure le minime formalità residuali. Per entrare nel dettaglio l'attuale versione dell'articolo 5 prevede per alcuni interventi una completa liberalizzazione (l'interessato compie l'attività e non deve dare notizia al comune o adempimenti simili); per altri interventi è necessaria una comunicazione, anche telematica, al comune; per le manutenzioni straordinarie oltre alla comunicazione è necessario anche un progetto asseverato dal tecnico di fiducia. Vengono completamente liberalizzate la manutenzione ordinaria, l'eliminazione di barriere architettoniche (tranne rampe, ascensori o manufatti che alterano la sagoma), ricerche nel sottosuolo (salvo ricerca idrocarburi), movimenti terra pertinenti ad attività agricola, serre mobili (non in muratura).

Ci vuole, invece, una comunicazione, anche telematica, per: manutenzioni straordinarie (comprese le opere interne agli edifici), opere precarie, pavimentazioni e finitura esterni, vasche raccolta acqua e locali tombati, pannelli solari, fotovoltaici e termici, senza serbatoio di accumulo (da realizzare fuori dai centri storici), aree ludiche non lucrative e arredi di pertinenze di edifici. Rientrano nelle manutenzioni straordinarie l'apertura di porte interne o lo spostamento di pareti interne, sempre che non riguardino le parti strutturali dell'edificio, non comportino aumento del numero delle unità immobiliari e non implichino incremento dei parametri urbanistici.

Si considerano precarie le opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee e a essere immediatamente rimosse al cessare della necessità e, comunque, entro un termine non superiore a 90 giorni. Tra le opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni si considerano anche quelle per aree di sosta. Per le manutenzioni straordinarie l'interessato ha qualche onere in più: deve indicare l'impresa esecutrice dei lavori e deve allegare una relazione tecnica con elaborati progettuali e asseverazione del tecnico di fiducia. Il tecnico deve dimostrare la propria autonomia e dichiarare di non avere rapporti di dipendenza con l'impresa né con il committente e deve asseverare, sotto la propria responsabilità, che i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici approvati e ai regolamenti edilizi e deve attestare che si tratta di interventi edilizi liberi. Naturalmente sono fatti salvi gli adempimenti del catasto. Particolarmente leggero è l'apparato sanzionatorio. La mancata comunicazione dell'inizio dei lavori o la mancata trasmissione della relazione tecnica (per le manutenzioni straordinarie) comportano una sanzione pecuniaria pari a 258 euro. Cifra ridotta a 86 euro se la comunicazione si fa in corso di esecuzione. Si noti che il rispetto della competenza regionale in materia edilizia porta il legislatore nazionale a prevedere possibili allargamenti dell'attività edilizia libera.

Le regioni a statuto ordinario potranno estendere la disciplina di liberalizzazione a interventi edilizi ulteriori rispetto a quelli previsti dal legislatore statale; per converso potranno estendere i casi in cui richiedere una relazione tecnica e anche appesantire il contenuto della stessa. Viene semplificato il rilascio del certificato di prevenzione incendi per le attività edilizie libere: il certificato stesso, se previsto, sarà rilasciato in via ordinaria con l'esame a vista. Per le medesime attività, il termine per l'espressione del parere di conformità antincendi è ridotto a 30 giorni. Soddisfazione per le modifiche apportate al decreto è espressa da Roberto Reggi, vicepresidente dell'Anci (Associazione nazionale comuni italiani) e sindaco di Piacenza: «Con l'emendamento proposto dall'Anci, e condiviso con l'Ance e l'Ordine degli architetti si eviteranno anche gli effetti confusionali legati alla proliferazione di nuove norme regionali e regolamenti comunali che i comuni sarebbero stati costretti ad adottare per fare fronte a una situazione, che in assenza di regolamentazione, sarebbe stata di fatto ingovernabile».

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