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Firr, l'Enasarco deve cambiare

del 29/04/2010
di: La Redazione
Firr, l'Enasarco deve cambiare
Il Firr (Fondo indennità risoluzione rapporto), rappresenta per gli agenti di commercio l'indennità più simile a quella che per i lavoratori dipendenti è rappresentata dal tfr, in quanto rimane l'indennità da corrispondersi comunque all'agente, a prescindere da chi receda o chieda la risoluzione del contratto. Tutto ciò a eccezione dei casi in cui il rapporto sia cessato a iniziativa del preponente per ritenzione indebita di somme di spettanza della preponente oppure a seguito di concorrenza sleale o violazione del vincolo di esclusiva da parte dell'agente. Il Firr è calcolato nella misura dell'1% dell'ammontare delle provvigioni liquidate per ciascun anno all'agente integrata nella misura del 3% fino al limite di 6.200 euro (12.400 se l'agente è monomandatario e dell'1% per la parte di provvigioni tra 6.200 e 9.300 euro (fra 12.400 e 18.600 se mono); ai fini del computo vengono in considerazione anche le somme percepite dall'agente a titolo di premio e/o di rimborso spese. Le ditte mandanti aderenti agli Aec o firmatarie di contratti individuali che contemplino tale obbligo devono accantonare trimestralmente le somme dovute a titolo di Firr per l'anno in corso per poi versarle cumulativamente entro il 31 marzo dell'anno successivo a quello di riferimento. La Fondazione Enasarco trasmette annualmente a ogni agente il riepilogo dei contributi e del conto Firr. Qualora non pervengano contestazioni entro tre mesi dall'invio di tale riepilogo si intende approvato dall'iscritto. L'accantonamento Firr viene liquidato all'agente al momento della cessazione effettiva del rapporto, previa comunicazione dell'azienda preponente da effettuarsi all'Ente entro un mese dalla risoluzione del mandato (in alternativa è accettata un'autocertificazione dell'agente). L'obbligo della Fondazione in relazione alla gestione del Firr si esaurisce, quindi, al momento della risoluzione del contratto di agenzia, con la liquidazione a favore dell'agente (o dei suoi eredi) degli importi accantonati in costanza di rapporto, oltre gli utili di gestione e gli interessi così come stabilito dagli accordi economici collettivi.

Le problematiche nascono però qualora al cessare del rapporto il preponente non abbia già provveduto a versare le somme dovute a titolo di Firr relative all'anno in corso (e anche all'anno precedente qualora la cessazione avvenga nel corso del primo trimestre). In questi casi infatti l'agente può richiedere all'azienda la corresponsione diretta degli importi maturati, ma molto spesso non esercita tale facoltà. Per questo e per altri motivi (ritardi nel versamento da parte delle mandanti) è tutt'altro che rara l'ipotesi in cui risultino in giacenza nelle casse della Fondazione somme spettanti all'agente a titolo di Firr, maturate successivamente alla chiusura del rapporto.

Specialmente per gli agenti plurimandatari con elevata anzianità contributiva e consistente successione di mandati nel tempo, l'importo delle somme accantonate e «dormienti» può assumere valori interessanti (nell'ordine anche di alcune migliaia di euro). Proprio in relazione a questi aspetti, ritenendo doveroso da parte dell'Enasarco attivare una procedura automatica di liquidazione della quota parte Firr rimasta accantonata presso l'ente a garanzia dei diritti degli iscritti alla Fondazione, nello scorso mese di marzo Federagenti ha fatto espressa richiesta in tal senso. La nostra associazione infatti ritiene che il problema evidenziato, come del resto quello relativo ai versamenti sostanzialmente a vuoto effettuati dalle ditte mandanti per le agenzie che operano in forma di società di capitali, sia un aspetto da definire meglio a tutela degli interessi e dei diritti degli iscritti alla Fondazione Enasarco. Per non parlare dell'annosa questione dei «silenti» di cui abbiamo già trattato sulle pagine di questo quotidiano, ma la cui soluzione sembra tutt'altro che vicina.

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