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Arbitrato scelto dopo la lite

del 29/04/2010
di: di Daniele Cirioli
Arbitrato scelto dopo la lite
La volontà del lavoratore di far ricorso all'arbitro verrà accertata dalle commissioni di certificazione dopo (e non più prima) che una controversia con il datore di lavoro sia insorta. Questa la modifica approvata ieri al collegato lavoro in aula a Montecitorio, dove l'opposizione è riuscita a far passare l'emendamento dell'ex ministro del lavoro, Cesare Damiano, sull'articolo 31 che contiene, appunto, le nuove disposizioni sull'arbitrato. Tutte approvate le restanti modifiche preannunciate e messe in atto per recepire le osservazioni del Capo dello stato, mentre stamattina è previsto il voto definitivo. Il provvedimento quindi passerà a Palazzo Madama.

La terza lettura del collegato lavoro alla Camera si è resa necessaria dopo che il Capo dello Stato ha chiesto una nuova deliberazione formulando osservazioni su cinque articoli. Nel suo messaggio, in particolare, Napolitano ha evidenziato criticità sugli articoli 31 (arbitrato) e 20 (navigli di Stato). Sul primo ha ritenuto necessaria una più puntuale definizione della disciplina del nuovo arbitrato; sul secondo ha chiesto l'esclusione della responsabilità penale dei soggetti di alcune categorie dei navigli statali. A questi principali rilievi ha aggiunto la richiesta di correzioni alle clausole generali e di certificazione del contratto di lavoro (articolo 30), alle decadenze e alle norme in materia di contratto di lavoro a termine (articolo 32) e alle norme in materia di co.co.co. (articolo 50). Ieri, la Camera ha approvato tutte le modifiche del relatore, Giuliano Cazzola (si veda ItaliaOggi del 22 aprile) e respinto tutti gli emendamenti presentati dall'opposizione tranne uno. Tranne quello contenente la modifica dell'articolo 31 e, in particolare, «al momento» in cui deve essere accertata la volontà del lavoratore di rinunciare al giudice ordinario e far ricorso a un arbitro. In sostanza, mentre con la precedente formulazione questo accertamento doveva farsi in concomitanza con la scelta dell'arbitrato (cioè alla firma della clausola compromissoria), dopo le modifiche approvate al comma 9 dell'articolo 31, il lavoratore potrà o meno scegliere l'arbitrato solo a causa «insorta», vale a dire in un momento successivo (e non più precedente) alla controversia. Per il ministro del lavoro «ancorché espressione di una colpevole assenza di moltissimi parlamentari di maggioranza» (i voti sono stati 225 a 224) l'emendamento «non ha fortunatamente modificato la normativa attuativa in materia di clausole compromissorie con le quali», ha concluso Sacconi, «le parti possono devolvere ad arbitri le controversie nascenti dal contratto di lavoro».

La Camera ha dato il via libera anche all'emendamento del governo all'articolo 20 relativo ai danni da amianto subiti dai lavoratori a bordo del naviglio di Stato. In pratica, è stato esplicitato che vengono escluse le responsabilità penali per tali danni e che questo non pregiudica, tuttavia, il risarcimento ai lavoratori danneggiati e agli eredi dei deceduti.

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