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Indennizzi dai giudici amministrativi

del 29/04/2010
di: di Ivano Cimatti
Indennizzi dai giudici amministrativi
Competente a conoscere e decidere sulla domanda d'indennizzo per il danno, in ipotesi, patito dal privato dall'imposizione d'un vincolo di inedificabilità, più volte reiterato, su fondi di proprietà, successivamente annullato è il giudice amministrativo. E quanto hanno statuito le Sezioni Unite della Cassazione, con la sentenza n. 9302 del 19 aprile 2010. Nel caso di specie, il privato, dopo aver richiesto ed ottenuto l'annullamento del vincolo in questione, nonostante avesse formalmente richiesto al Comune l'emissione d'un atto di autotutela, cioè di caducare tutta la pregressa attività regolatoria, di guisa da riconsiderare la valutazione discrezionale urbanistica dell'ente locale e quindi di dare esecuzione alla decisione presidenziale, nel silenzio del Comune stesso, ha azionato una autonoma causa civile per ottenere, in quella sede, il risarcimento dei danni. Il Tribunale, nondimeno, aveva dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice ordinario essendo la controversia devoluta alla giurisdizione del giudice amministrativo. In motivazione, gli ermellini hanno chiarito che il giudice ordinario, in tema di indennità dovuta in caso di incidenza di previsioni urbanistiche su particolari aree comprese in zone edificabili ai sensi dell'art. 39 del DPR n. 327 del 2001, è competente le sole volte in cui non si sia fatta questione della legittimità dell'atto impositivo e certamente non le volte in cui, e tale è il caso di cui alla presente sentenza, quell'atto sia stato radicalmente annullato. Questo perché, spetta al giudice amministrativo, adito per l'annullamento del vincolo in reiterazione, la competenza a statuire, da una parte, sulla legittimità dell'attività amministrativa regolamentare e dall'altra il diritto al ristoro dei danni da indebita apposizione d'un vincolo. In questo caso l'autorità decisoria del giudice amministrativo è connessa alla necessità che il relativo giudizio sia compenetrato e ponderato in ragione dell'esercizio, sia pure illegittimo, dell'attività provvedimentale dell'ente locale.

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