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Mini-proroga per i restauratori

del 28/04/2010
di: di Benedetta Pacelli
Mini-proroga per i restauratori
Una boccata di ossigeno per oltre 40 mila restauratori italiani. Che potranno contare su due mesi di tempo in più per presentare le domande per accedere alla qualifica. La notizia arriva direttamente dal ministero per i beni e le attività culturali che ha rinviato al 30 giugno la scadenza del bando di selezione pubblica per il conseguimento delle qualifiche professionali di restauratore e di collaboratore di beni culturali così come previsto dal decreto ministeriale 29/09/09 emanato in riferimento al nuovo Codice dei beni culturali e del paesaggio. Secondo la nuova norma per avere il titolo bisognerà dimostrare di avere lavorato otto anni in un cantiere di restauro con responsabilità diretta. Mentre chi ha frequentato le tre scuole statali, l'Opificio delle pietre dure di Firenze o l'Istituto centrale di restauro a Roma e la Venaria reale di Torino, o anche è in possesso di una laurea specialistica quinquennale accompagnata da due anni di pratica, lo acquisirà di diritto. Tutti gli altri, che in questi anni si sono formati nelle scuole regionali, devono integrare gli attestati in loro possesso con certificazioni della Soprintendenza che documentino gli anni di lavoro svolto sui beni pubblici prima del 2001. Per avere le carte in regola bisognerà dimostare di avere una responsabilità diretta nella gestione tecnica e un certificato di buon esito dei lavori, che attesti anche il periodo precedente. Viste le difficoltà nel reperimento delle attestazioni, il decreto milleproroghe ha consentito che gli anni di attività professionale possano estendersi fino al 31 luglio 2009 permettendo così a tutta una platea di restauratori più giovani o entrati dopo nel mercato del lavoro di poter almeno aspirare a veder riconosciuta la propria professionalità. Una clausola che però, per i sindacati di categoria (Feneal-Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil) non è ancora sufficiente: infatti, moltissimi restauratori (quelli che non dimostrano almeno quattro anni di esperienza lavorativa al 31 luglio 2009 acquisiranno il titolo di collaboratore restauratore, il cui esercizio non è regolamentato dal codice dei beni culturali) per accedere alla qualifica dovranno superare un esame. E chi non lo supera dovrà cambiar lavoro e chiudere bottega. Ed è di questo che si parlerà al Tar del Lazio l'11 maggio, in risposta al ricorso presentato proprio nei confronti dello stesso ministero guidato da Sandro Bondi.
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