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Guida alterata, senza dolo non si confisca il motorino

del 28/04/2010
di: Stefano Manzelli
Guida alterata, senza dolo non si confisca il motorino
Il conducente del veicolo a due ruote che guida alterato dall'alcol non subisce necessariamente anche la confisca del mezzo. Per applicare questa misura estrema occorre infatti che il veicolo sia stato adoperato intenzionalmente per commettere un reato. Lo ha stabilito la corte di cassazione, sez. IV pen., con la sentenza n. 16130 del 26 aprile 2010. La disciplina della circolazione dei veicoli a due ruote è stata aggravata dai dl 115/2005 e 262/2006, con l'introduzione di una specifica misura punitiva innestata all'interno del codice stradale per chi commette reati a bordo dei veicoli a due ruote. Nel caso esaminato dalla corte un conducente alticcio è stato fermato dalla polizia e sanzionato ai sensi dell'art. 186 del codice stradale per guida in stato di ebbrezza. Nonostante il tasso alcolico fosse inferiore a quello previsto dalla legge per fare scattare la confisca obbligatoria del veicolo, gli organi di vigilanza hanno ritenuto di applicare il sequestro finalizzato alla confisca del mezzo, ai sensi dell'art. 213/2-sexies del codice stradale. Il tribunale di Pordenone ha condannato il trasgressore senza però applicare la confisca del motorino. Contro questa misura il procuratore della repubblica ha presentato ricorso al collegio ma senza successo. La confisca di un motociclo o di un motoveicolo, specifica la sentenza, deve essere sempre disposta in tutti i casi in cui un ciclomotore o un motoveicolo sia stato adoperato per commettere un reato. La norma mostra così di richiedere, prosegue la sentenza, «che il rapporto strumentale tra il mezzo ed il reato sia conseguenza di una volontaria condotta tendente alla commissione del reato: il mezzo, cioè, deve essere stato adoperato nel divisato intendimento di commettere il reato, donde la conseguenza che è richiesta la cosciente manifestazione della volontà dell'agente in tal senso». In buona sostanza occorre una dolosa partecipazione dell'agente alla commissione dell'evento illecito, non basta una sua partecipazione colposa all'accadimento. Diversamente ragionando, prosegue il collegio, basterebbe un piccolo sinistro con lesioni colpose per procedere alla materiale sottrazione del veicolo. Questa interpretazione, conclude la corte, non si pone in contrasto con la sentenza della Corte costituzionale n. 345/2007. E neppure con le precedenti decisioni di questo collegio.

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