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Senza aiuti fiscali i comitati che amministrano Ordini

del 27/04/2010
di: Debora Alberici
Senza aiuti fiscali i comitati che amministrano Ordini
Niente agevolazioni fiscali ai comitati che gestiscono la sede e i beni degli ordini e dei collegi professionali.

Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 9758 del 23 aprile 2010, ha respinto il ricorso del Comitato dei Consigli nazionali degli ordini e Collegi professionali (Comprofessionisti). In particolare la sezione tributaria ha chiarito che al comitato dei consigli nazionali degli ordini e dei collegi professionali non spetta l'esenzione di cui al dpr 29 settembre 1973, n. 601, art. 6. Infatti esso non svolge attività con scopi esclusivamente culturali, nonché è inquadrabile tra gli istituti di istruzione e di studio e di sperimentazione di interesse generale e che non hanno fine di lucro. La questione sottoposta alla Corte consiste nel chiedere se il Comitato sia una specie che rientra nel genere delle persone giuridiche che, ai sensi dell'art. 6 dpr 29 settembre 1973, n. 601, godono delle agevolazioni fiscali.

A questo quesito la sezione tributaria ha dato risposta negativa «anzitutto perché», si legge in sentenza, «il Comitato è una persona giuridica che, adempiendo al vincolo legislativo di amministrare il palazzo di Via Sicilia 51, a Roma, non svolge sicuramente alcuna attività che possa configurarsi come specie di uno dei generi di attività che sono elencati nelle lettere a) e b) dell'art. 6 dpr 29 settembre 1973, n. 601, né svolge alcuna attività che possa qualificarsi come attività di interesse generale». E infatti la Suprema corte in un'altra occasione aveva sostenuto che «il comitato dei consigli nazionali degli ordini e dei collegi professionali - istituito per l'amministrazione del palazzo sito in Roma, alla via Sicilia 59 (già appartenente alla disciolta «Confederazione dei professionisti ed artisti» e trasferito in proprietà ai predetti consigli e collegi professionali dal prece-dente art. l della stessa legge n. 234 del 1958) - spetta la rappresentanza ex lege e quindi la capacità di agire e resistere in giudizio, soltanto per la tutela e la amministrazione del condominio».

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