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Appalti pubblici, mini-restyling

del 27/04/2010
di: di Andrea Mascolini
Appalti pubblici, mini-restyling
Ridotto a 30 giorni il termine per presentare ricorso nelle gare di appalto contro l'aggiudicazione definitiva e contro i bandi immediatamente lesivi; divieto di stipula del contratto fino a 35 giorni dopo la comunicazione dell'aggiudicazione definitiva; tetto massimo di 100 mila euro per gli arbitrati. Sono queste solo alcune delle novità contenute nel decreto legislativo n. 53 del 20 marzo 2010, di attuazione della direttiva 2007/66/Ce, che modifica le direttive 89/665/Cee e 92/13/Cee sulle procedure di ricorso in materia d'aggiudicazione degli appalti pubblici, pubblicato sulla gazzetta ufficiale n. 84 del 12 aprile 2010 e in vigore da oggi.

Fra le principali novità del decreto, che contiene diverse modifiche al Codice dei contratti pubblici (dlgs 163/06) si segnala innanzitutto l'ampliamento del periodo di tempo intercorrente tra la comunicazione dell'aggiudicazione definitiva (da parte della stazione appaltante) e la stipulazione del contratto di appalto. La disposizione avrà l'effetto di allungare, sia pure di poco, il tempo per la stipula del contratto: si passerà dai 30 giorni, stabiliti nell'attuale codice dei contratti pubblici all'articolo 11 comma 10, ai 35 giorni. In questo lasso di tempo i partecipanti non aggiudicatari potranno quindi esercitare un più ampio diritto di accesso ai documenti, anche finalizzato alla proposizione di ricorsi (in questi 35 giorni sarà vietata anche l'esecuzione di urgenza di cui all'articolo 11, comma 9 del Codice). La modifica del periodo dilatorio non sarà applicabile alle gare ove risulti presentata una sola offerta (in assenza di impugnazione o quando questa risulta respinta), o in presenza di accordi quadro o sistemi dinamici di acquisizione . Il decreto modifica anche le modalità per la comunicazione dell'aggiudicazione definitiva che deve essere resa all'aggiudicatario e a tutti i concorrenti nel termine di cinque giorni dall'adozione del provvedimento; in particolare la comunicazione deve avvenire per iscritto con lettera raccomandata con avviso di ricevimento e deve indicare il termine dilatorio per la stipulazione del contratto. La comunicazione di aggiudicazione e di stipulazione devono essere spedite lo stesso giorno a tutti i destinatari. Fra le più rilevanti novità si segnala la riduzione da sessanta a 30 giorni del termine per la presentazione del ricorso contro le procedure di affidamento di contratti pubblici (lavori, servizi e forniture), ivi comprese quelle di affidamento di incarichi di progettazione e altri servizi tecnici ad essa connessi. I 30 giorni decorrono dalla data di pubblicazione del bando, se immediatamente lesivo, o dalla comunicazione di avvenuta aggiudicazione. Vengono ridotti della metà anche i termini per il deposito del ricorso principale, del ricorso incidentale, dell'atto che riporta i cosiddetti «motivi aggiunti» e dell'appello contro l'ordinanza cautelare. Se viene proposto ricorso contro l'aggiudicazione definitiva, con richiesta di “sospensiva”, il contratto non può essere stipulato per 20 giorni a condizione che arrivi entro questo termine la decisione quantomeno cautelare o la pubblicazione del dispositivo inerente la pronuncia di merito (la fissazione è alla prima udienza utile). L'effetto sospensivo viene meno se il giudice fissa il merito senza concedere la sospensiva o rinvia all'udienza di merito entrambe le questioni (merito e sospensiva). Il merito deve comunque svolgersi entro sessanta giorni. Viene introdotto con un nuovo articolo 79-bis del Codice, l'avviso volontario per la trasparenza preventiva che consente alla stazione appaltante di dare notizia dell'avvenuta aggiudicazione (e del nominativo dell'aggiudicatario) di una procedura non soggetta a preventiva pubblicazione di un bando di gara e delle motivazioni per cui non è stata effettuata la pubblicità. Si prevede una nuova procedura informativa sull'intento di proporre ricorso che un concorrente può effettuare durante la gara (anche facendola inserire in un verbale della commissione di gara in seduta pubblica), indicando i sintetici motivi di ricorso. Oltre alle norme processuali si incentiva il ricorso all'accordo bonario, con la riduzione dalla metà a un terzo dei minimi tariffari dei compensi spettanti alla commissione di accordo bonario. Per gli arbitrati si prevede la facoltatività per entrambe le parti e, nell'ottica del contenimento dei costi, si conferma l'applicazione varranno le norme del dm n. 398/2000 con il dimezzamento previsto dalla legge 14/2009 e – novità – con un tetto massimo dei compensi, per l'intero collegio, a 100 mila euro.

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