Consulenza o Preventivo Gratuito

Cisal: una riforma in tre mosse

del 22/04/2010
di: di Vincenzo Lucarelli
Cisal: una riforma in tre mosse
Domenica prossima, 25 aprile 2010, sarà celebrato, come ogni anno in Italia, l'anniversario della liberazione dal nazifascismo e la fine della II Guerra mondiale.

Come questi eventi hanno cambiato la nostra vita? È un interrogativo che emerge da una lettura della storia del '900, a cui un sindacato democratico, per di più autonomo dai partiti e interclassista, non può sottrarsi se è vero che la Resistenza permise al paese di ritrovare una sua identità, nonché una prospettiva riconoscibile, una grande cultura di governo e una morale comune.

Sono queste le basi sulle quali si è potuta creare una rappresentanza politico-sociale come quella che abbiamo conosciuto e che tuttora perdura. Anche se i prodromi non sono più gli stessi e le cose ormai hanno subito un rapido cambiamento. Ci riferiamo a una società più ricca e articolata, dove i piani di vita possibili si moltiplicano e si intersecano. Non a caso, ha sottolineato a ItaliaOggi Francesco Cavallaro, segretario generale della Cisal, «l'economia non produce classi omogenee, in grado di vedere realizzato un partito che le rappresenti politicamente negli interessi comuni». Certo, ha aggiunto, «abbiamo dato vita a una società più instabile e densa di rischi, in cui la molteplicità sconfina con la divaricazione. Particolarmente, per quanto riguarda il sindacato, che è chiamato a tenere insieme peculiarità le più diverse, compreso un blocco sociale su cui costruire una stabile rappresentanza».

In ogni caso, qual è il progetto di riforma per cui tale rappresentanza è richiesta?

Innanzitutto, una riedizione del miracolo economico, al momento non previsto a tempi brevi a causa della crisi in atto. In secondo luogo, è necessario dare precedenza al consolidamento della democrazia dell'alternanza, attraverso il rinnovamento dello stato nelle sue molteplici espressioni istituzionali al centro e in periferia.

In terzo luogo, secondo il rappresentante della Cisal, il superamento di una diffusa versione antipolitica nei riguardi dei partiti. Mentre, la società di oggi ha bisogno di miti unificanti, di credenze collettive, di un elemento fideistico per rigenerare la stessa politica e ottenere un governo efficiente e duraturo, secondo il mandato degli elettori. Quindi, non ridotto a semplice gestore dell'esistente, poiché il mondo si è fatto più complesso e la solidarietà è diventata universalistica.

Pertanto, a parere del segretario generale, nel celebrare la riconquistata libertà, bisogna tornare al futuro, che sollecita a una rilettura della realtà presente nel paese, mediaticamente sfiancato e nauseato dalle ricorrenti faide tra i partiti, che non sembrano preoccupati di dissipare tempo ed energie. Quel tempo che il Corriere della Sera di sabato scorso ha definito «ciò che resta della Legislatura». Fino a includere 4 emergenze, indicate dal presidente della repubblica: riforme istituzionali, crisi economica interna e internazionale, nuove frontiere della comunicazione e il processo di integrazione politica dell'Europa.

vota