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A confronto sulla nuova revisione

del 22/04/2010
di: di Luigi Carunchio presidente Ungdcec
A confronto sulla nuova revisione
Il 48° Congresso nazionale si svolge in un periodo controverso per la nostra professione. Dopo il Convegno di Pordenone, dove le parole d'ordine sono state passione e professione, dopo il Forum dei Giovani Professionisti di Roma, dove si è parlato di riforma della professione, ci incontriamo di nuovo a Riccione. Molto spesso il «commercialista» viene associato dai mass media a vicende di cronaca dalle quali emerge una figura lontana dalla vera Professione. I giovani dottori commercialisti devono essere baluardi dell'etica professionale, ora più che mai. A Riccione si parlerà del dlgs sulla revisione contabile in attuazione della Direttiva Comunitaria 2006/43/Ce. Con tale decreto sono state introdotte novità che produrranno significativi effetti sulla disciplina del controllo di legalità , conosciuto come  controllo contabile. Per qualcuno questa riforma è la migliore possibile, per nulla o quasi favorevole alle società di revisione. L'Unione non scende nell'arena del giudizio e cerca di cogliere l'aspetto della riforma che meglio enfatizza la figura del dottore commercialista. Il quesito rimane uno solo: la revisione contabile resta una funzione tipica della professione del dottore commercialista e dell'esperto contabile oppure nasce una nuova professione?

Il fulcro della riforma infatti sta proprio nella risposta a questa domanda. Fino ad oggi il sistema dei controlli era incentrato sulla figura del Collegio sindacale. La modalità con la quale è strutturato il modello di controllo in Italia prevede, infatti, due livelli:

- uno a «valle» svolto dal soggetto incaricato del controllo contabile con funzioni di verifica sulle le rilevazioni dei fatti gestionali nelle scritture contabili;

- uno a «monte» svolto dal soggetto incaricato del controllo sulla gestione (il Collegio sindacale) che vigila sulle decisioni assunte dall'organo di gestione intervenendo prima che le decisioni vengano assunte e che quindi possano produrre il loro effetti.

Prima entrambi i controlli erano «naturalmente» esercitati da professionisti, ora sembrerebbe venga relegato loro il solo ruolo di controllo a monte, lasciando il controllo a valle alle società di revisione che hanno strutture, capitali, risorse più «idonee» per rendere tale controllo efficace ed efficiente. Questa dicotomia artificiosa mira solamente a trasformare competenze professionali in competenze d'impresa, il cui principale obiettivo è in primis il profitto. Se si vogliono ottimizzare i controlli occorre pianificare un'alleanza tra Professionisti e società di revisione per la crescita della qualità dei controlli. Il progetto «Revidoc» promosso dall'Unione vede impegnate a fianco dei professionisti due società di revisione che hanno un duplice obiettivo:

- offrire ai colleghi un partner affidabile;

- dare la possibilità ai colleghi di iniziare un percorso di specializzazione nell'attività di revisione contabile.

Si è concretizzato quel principio di «alleanza tra professionisti e società di Revisione» finalizzata alla «crescita della qualità dei controlli». Poiché l'istituto del Collegio sindacale ha avuto un ruolo fondamentale nella crisi che ha colpito l'intero sistema economico e finanziario mondiale, riducendo gli effetti negativi di tale crisi per il sistema Italia, dobbiamo cercare di esportarlo in quanto questa particolare figura di controllo esiste solo in pochissimi paesi al mondo. Nella maggior parte, infatti, si parla di controllo svolto da soggetti specializzati come auditors esterni. Per ottimizzarlo però occorrono dei correttivi quali l'introduzione di un limite al numero degli incarichi, (esiste un limite fisiologico oltre il quale l'attività svolta dal soggetto incaricato laddove la presenza del soggetto è prevista dalla normativa o dai corretti principi applicati non è delegabile); un limite di mandati per evitare di perdere quel ruolo di terzietà nel controllo, diventando parte integrante e interna e l'introduzione di una responsabilità patrimoniale certa per il revisore con l'introduzione dell'obbligo di assicurazione professionale per i soggetti che ricoprono incarichi di revisione (l'attuale impostazione, fondata sul principio della responsabilità illimitata, non permette di garantire il raggiungimento dell'obiettivo preposto).

Altresì è necessario introdurre un'ampliamento delle fattispecie che richiedono la nomina obbligatoria dell'organo di controllo e ciò riguarda la necessità di prevedere l'introduzione del controllo da parte di un soggetto esterno professionalmente qualificato per quelle società che non superano i limiti previsti dalla normativa per la nomina dell'organo di controllo ma che presentano un rapporto debt/equity superiore ad un parametro prestabilito o che hanno ricevuto contributi pubblici superiori ad un determinato limite..

Occorre infine che venga rinnovata la delega per la tenuta del registro per conto del Mef all'Istituto dei revisori contabili. Può essere considerato un paese civile quello in cui si cambia ciò che funziona? Dove si è assistito alla crisi dei mercati finanziari attutita dal sistema italiano dei controlli e si cambia il sistema per portarlo verso quello simile a quei paesi anglosassoni i quali hanno sentito di più la crisi?

Il cammino della riforma è solo all'inizio e come Unione vogliamo essere una parte proattiva al processo di cambiamento. Abbiamo il dovere di saperci unire intorno ad obbiettivi forti. Dobbiamo fare tutti squadra per raggiungere non il bene del qualcuno di turno per la categoria tutta. Ecco perché l'Unione sta qui a cercare di fare squadra, dando una mano costruttiva. Discutere, ma per il bene di tutti i colleghi. Ricordandoci che se in futuro non ci saranno i giovani non ci sarà più la categoria e sapendo che sono i giovani coloro ai quali dobbiamo rispondere di quello che abbiamo o non abbiamo fatto!! A conclusione la risposta che l'Unione dà alla domanda iniziale «Revisione contabile: attività o professione?» è una sola: la revisione contabile è un'attività tipica del dottore commercialista e dell'esperto contabile.

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