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Ccnl, trattativa ancora in alto mare

del 22/04/2010
di: di Roberto Bianchi
Ccnl, trattativa ancora in alto mare
Dopo numerosi stop and go, le rispettive rappresentanze stanno cercando di trovare la sintesi delle esigenze espresse dalle parti sul tavolo della trattativa per il rinnovo del contratto di lavoro dei dipendenti di agenzia, scaduto ormai da più di un anno.

All'aspettativa delle rappresentanze di vedere accettate le proprie richieste, fa però riscontro l'impossibilità da parte degli agenti di accettare le richieste a causa del progressivo impoverimento delle agenzie di assicurazione italiane che hanno visto crollare i livelli di redditività fino al limite della sopravvivenza.

E questo non tanto a causa della crisi internazionale che ha scosso le economie di mezzo mondo nell'ultimo biennio, quanto piuttosto della scelta anticiclica delle compagnie di fiaccare i bilanci agenziali, anche durante il lungo periodo di vacche grasse quando i loro utili industriali hanno sfiorato le dimensioni di una manovra finanziaria dello stato.

Le imprese hanno infatti scaricato a titolo gratuito una massa crescente di attività amministrative e gestionali sulle loro rappresentanze, tanto da trasformarle in service esterne a costo zero e nel contempo hanno ridotto le provvigioni auto al di sotto del punto di pareggio. Non certo per contenere le tariffe, visto che esse sono aumentate di una volta e mezzo dalla liberalizzazione ad oggi.

L'onere aggiuntivo delle incombenze burocratiche derivanti dal Codice delle assicurazioni e dal collegato regolamento Isvap hanno completato l'opera, fino a mettere in crisi l'equilibrio del sistema distributivo imperniato sulle agenzie.

D'altro canto, non è affatto escluso che fosse proprio questo l'obiettivo reale delle compagnie, da sempre alla ricerca del modo più efficace per superare l'intermediazione professionale. Obiettivo che sembra ispirare anche la recente ripresa delle revoche ad nutum, soprattutto nel meridione, che caratterizza la politica della maggior parte delle mandanti.

Dal momento che alla chiusura degli sportelli agenziali corrisponde inevitabilmente una proporzionale diminuzione dei posti di lavoro non soltanto nelle rappresentanze, ma anche negli uffici direzionali, non sarebbe forse più opportuno che le rappresentanze degli agenti e dei loro dipendenti stringano un patto d'azione finalizzato ad ostacolare le politiche aziendali?

Riteniamo infatti che soltanto la pressione congiunta di operatori, maestranze e consumatori, possa indurre il mondo politico a contrastare le scelte antisociali adottate dalle imprese in tema di abbandono del territorio, di riduzione degli ispettorati sinistri, di storno e dismissione di portafogli auto, di aumenti tariffari oltre il limite della sopportabilità per famiglie e aziende. In appendice alle consuete relazioni industriali, potrebbe quindi essere più utile definire l'ambito degli interessi condivisi, piuttosto che enfatizzare quelli contrapposti.

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