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Un visto per pochi

del 22/04/2010
di: di Roberto Rosati
Un visto per pochi
Avvocati e revisori contabili non possono apporre il visto di conformità sulla dichiarazione Iva, necessario per la compensazione dei crediti superiori a 15 mila euro. Questa la risposta che il sottosegretario all'economia, Daniele Molgora, ha fornito ieri, 21 aprile 2010, al question time dei parlamentari Pepe e Contento, in commissione finanze della camera. Gli interroganti avevano chiesto se l'art. 10, comma 7, del dl 78/2009 comprendesse tra i soggetti legittimati al rilascio del visto di conformità ai detti fini anche gli iscritti all'albo degli avvocati abilitati alla tenuta delle scritture contabili e i soggetti nominati revisori ufficiali dei conti fin dagli anni ottanta, iscritti nel relativo albo. Nella risposta viene ricordato che sono abilitati a rilasciare il visto:

- i responsabili dei Caf imprese;

- gli iscritti negli albi dei dottori commercialisti ed esperti contabili e in quelli dei consulenti del lavoro

- gli iscritti alla data del 30/9/93 nei ruoli camerali di periti ed esperti per la categoria tributi, se provvisti di determinati titoli di studio.

Restano pertanto esclusi i soggetti di cui all'art. 3, comma 3, lett. e) del dpr 322/98, ossia gli altri incaricati abilitati alla trasmissione telematica delle dichiarazioni in base a decreti ministeriali, tra i quali figurano gli avvocati e gli iscritti nel registro dei revisori contabili. Molgora ha inoltre ricordato che per i contribuenti soggetti al controllo contabile ex art. 2409-bis c.c., la compensazione dei crediti superiori a 15 mila euro è possibile se, in alternativa al visto di conformità, la dichiarazione è sottoscritta anche da un revisore legale o dal responsabile legale di una società di revisione iscritta nell'apposito registro.

Tremonti-ter. Sempre ieri, il sottosegretario ha risposto ad un question time che mirava a chiarire se la detassazione degli investimenti in macchinari di cui all'art. 5 del dl 78/2009 potesse applicarsi agli investimenti effettuati per le funivie destinate al trasporto di persone, consistenti nella struttura edile strettamente necessaria al funzionamento delle stazioni, compresi ancoraggi, sala motori, rampe d'accesso ecc. Al riguardo, Molgora ha riferito che l'agenzia delle entrate, sulla scorta del parere espresso dall'Istat, ha escluso l'applicabilità dell'agevolazione, in quanto le predette attività devono essere classificate nel settore delle costruzioni della tabella Ateco 2007, e non nel codice 282209 relativo alla fabbricazione di macchine e apparecchi di sollevamento.

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