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Ristrutturazione del debito certa

del 22/04/2010
di: di Fabrizio G. Poggiani
Ristrutturazione del debito certa
Nella ristrutturazione del debito, quando non vi è una perfetta coincidenza tra il momento relativo al perfezionamento dell'accordo di ristrutturazione ed il momento in cui lo stesso produce i relativi effetti economici-finanziari, la data da considerare è quella in cui detto accordo produce effetti tra le parti.

E l'informativa di bilancio deve consentire ai destinatari di comprendere la situazione di difficoltà finanziaria ed allo stesso tempo di verificare tempi e benefici della stessa ristrutturazione.

Questi alcuni precetti forniti dall'Organismo italiano di contabilità (Oic) nel principio contabile relativo alla «ristrutturazione del debito e informativa di bilancio».

Il documento è più che mai attuale stante l'aumento crescente di situazioni in cui le imprese non sono più in grado di onorare le proprie obbligazioni, per effetto della perdurante crisi anche di liquidità, con il conseguente ricorso alla ristrutturazione dei propri debiti; non erano attualmente presenti, infatti, disposizioni civilistiche o principi contabili nazionali sul tema.

Per ristrutturazione dei debiti si devono intendere gli istituti disciplinati dalla legge fallimentare, in particolare quelli riferiti al concordato preventivo, di cui agli articoli 160 e seguenti del r.d. 267/1942, all'accordo di ristrutturazione, di cui all'art. 182-bis, del piano attestato, di cui alla lett. d), comma 3, art. 67, ma anche alle altre forme di ristrutturazione, come gli accordi stragiudiziali condivisi tra il debitore ed i suoi creditori.

Per quanto concerne la decorrenza degli effetti, l'Oic ricorda che la ristrutturazione del debito è operazione articolata e complessa che, in molti casi, può richiedere tempi assai diluiti per la realizzazione, con la conseguente non coincidenza tra il momento in cui si raggiunge l'accordo tra le parti e il momento in cui l'accordo produce i relativi effetti di natura economica e finanziaria; qualora non sussista una coincidenza si deve far riferimento alla data in cui l'accordo produce effetti per le parti.

Una parte consistente del documento è dedicata alle modalità di sviluppo della ristrutturazione del debito e dei relativi effetti contabili, nella considerazione che detta operazione può avvenire attraverso la modifica dei termini originari del debito, ma anche attraverso il trasferimento di una o più attività dal debitore ai creditori ad estinzione parziale o totale del debito, nonché mediante conversione del debito in partecipazione dei creditori al capitale di rischio.

Per quanto concerne gli effetti contabili, il documento afferma che la differenza tra il valore contabile del debito ante-ristrutturazione ed il minor valore contabile del debito post-ristrutturazione, deve essere imputata al conto economico tra i proventi straordinari, quale «utile da ristrutturazione» e, se di importo significativo (rectius rilevante), in apposito dettaglio informativo (...di cui) della voce E.20 «Proventi straordinari».

Come detto, anche gli accordi per la sospensione per un determinato periodo dei pagamenti possono rientrare in tale casistica (è il caso del «leasing finanziario»), ma anche la cessione di attività (partecipazioni, crediti, immobilizzazioni, attività materiali e immateriali, rami d'azienda o altri diritti) concretizza un'operazione tipica di ristrutturazione, con la necessità di rilevare in bilancio tra i proventi o gli oneri finanziari il relativo utile o la perdita da ristrutturazione, e la conversione del debito in quote di capitale, per la quale il debitore non dovrà procedere ad alcuna rilevazione di utili o perdite.

Per quanto concerne i costi connessi all'operazione, l'Oic è del parere che la maggior parte degli stessi (consulenza, commissioni finanziarie, legali e notarili, professionali, ecc.) debba essere imputata all'interno degli oneri straordinari del conto economico.

Infine, il documento dedica ampio spazio all'informativa da inserire nell'apposita sezione della nota integrativa, per quanto concerne le cause che hanno generato la situazione di difficoltà finanziaria e/o economica, le caratteristiche dell'operazione e gli effetti della ristrutturazione, sulla posizione finanziaria netta, sul capitale e sul reddito dell'impresa debitrice.

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