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Obblighi ambientali, pmi in allarme per il caos Mud 2010

del 22/04/2010
di: Silvana Saturno
Obblighi ambientali, pmi in allarme per il caos Mud 2010
Pmi unite nel nome dell'ambiente e della razionalizzazione burocratica. Per dare una risposta alle 500 mila imprese chiamate entro il prossimo 30 aprile a compilare il Mud (la dichiarazione ambientale per eccellenza, detta anche «Unico ecologico» perché è l'attestazione dei rifiuti trattati nell'anno precedente), attualmente in una situazione di grave impasse amministrativo che rischia di costare alle aziende svariati milioni di euro. Le cinque sigle più rappresentative del mondo della piccola impresa (Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti), che, come anticipato da ItaliaOggi Sette questa settimana in edicola, il 10 maggio saranno unite ufficialmente in un nuovo soggetto politico, ieri hanno firmato un comunicato congiunto in cui si chiede formalmente al governo la proroga urgente degli adempimenti sul Mud: si tratta del primo atto politico pubblico delle cinque sigle - in nome dell'eco-semplificazione - ispirato al cosiddetto «Patto del Capranica», che le sta portando alla gestione unitaria dei problemi del mondo delle piccole imprese.

Caos Mud per centinaia di migliaia di aziende. Non c'è più il vecchio modello di dichiarazione ambientale (che ha perso efficacia) e non è ancora disponibile il nuovo modello per comunicare i dati sui rifiuti. Eppure il calendario corre verso la dead-line del 30 aprile. Le imprese non sanno dunque a quale santo votarsi: «E' come se il Fisco chiedesse ai contribuenti di compilare l'Unico», spiega Tommaso Campanile, responsabile dipartimento ambiente e competitività Cna, «senza dire dove, come, quando». Nella nota diffusa ieri dalle Cinque del Patto del Capranica si dice chiaro e tondo che «anche se venisse rapidamente diffuso il nuovo modello, a pochi giorni dalla scadenza sarebbe di fatto impossibile utilizzarlo, per la complessità della sua articolazione e per l'elevato numero di informazioni in molti casi non ancora note alle imprese. È quindi urgente una proroga dell'utilizzo della modulistica già adottata nel 2009, una misura semplice e di assoluto buon senso ma indispensabile per scongiurare il rischio di pesanti ed ingiuste sanzioni nei confronti delle imprese».

Di proroga, d'altro canto, si era parlato nelle scorse settimane. Si attendeva l'approvazione di un decreto legge che mantenesse in vita l'impianto del Modello Unico ambientale 2009, con una nuova sezione dedicata ai Raee, i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (ItaliaOggi Sette del 12 aprile). Un decreto legge che avrebbe dovuto congelare l'operatività del dpcm 2 dicembre 2008 (che prevede appunto a partire da quest'anno l'utilizzo di nuove regole per la comunicazione sui rifiuti) affiancato a un dpcm che mantenesse in vita lo schema del vecchio dpcm 24 dicembre 2002, che fino all'anno scorso regolava la materia Mud. Ma nulla di fatto finora. A meno di dieci giorni dalla scadenza.

La parola passa dunque al governo, chiamato ieri dal mondo delle piccole a intervenire con urgenza per evitare una situazione che le Cinque definiscono «paradossale e dannosa»: «auspichiamo che il governo», conclude la nota, «tenendo conto anche dell'impegno del ministro Prestigiacomo che ha già portato all'attenzione dell'esecutivo il problema, giunga ad una soluzione rapida e collegiale per eliminare questa situazione di incertezza e di estrema gravità per le pmi».

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