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San Marino, ok alla rogatoria Gdf

del 22/04/2010
di: di Cristina Bartelli
San Marino, ok alla rogatoria Gdf
San Marino ha accolto, per la prima volta, la rogatoria internazionale della Guardia di finanza su indagini in merito ad operazioni di evasione finanziaria internazionale. E non solo. Nell'appello proposto dalla società, sottoposta ad indagini in Italia, il tribunale della Rocca è secco sulla legittimità della richiesta della rogatoria, sostenendo che «il giudice della rogatoria, deve limitarsi a valutare se i fatti narrati dal richiedente siano riconducibili allo schema normativo di una fattispecie criminosa, operando quindi un mero controllo in diritto senza minimamente poter interloquire sulla sussistenza dei fatti ipotizzati». In altre parole: il sindacato sulle rogatorie internazionale non può trasformarsi su un giudizio anticipato sulla responsabilità penale o su normative all'ordinamento giuridico straniero. Il via libera alla rogatoria deve attenersi a una verifica della plausibilità della istanza per escludere la pretestuosità. È questa la posizione del giudice di terza istanza della repubblica del Titano che in 34 pagine di sentenza respinge il reclamo della società sottoposta ad indagine al via libera alla richiesta di assistenza giudiziaria. I giudici di San Marino a conclusione della disamina della vicenda inoltre riconoscono al lavoro di indagine dei punti fermi: «Il processo penale italiano», scrivono i giudici della Rocca, «viene portando alla luce una società criminale estremamente efficiente nel realizzare, mediante plurime condotte di reato svolte in Italia e a San Marino, un programma criminoso complesso e articolato, col fine e col concreto risultato di conseguire sempre più ingenti profili illeciti». Ma i giudici aprono anche alla strada della collaborazione concludendo con queste parole: «È semplicemente doveroso prestare l'assistenza richiesta, collaborare alla ricerca della reale dimensione dei fatti e alla loro corretta valutazione».

Il fatto. L'inchiesta parte dal 2007 e riguarda i vertici di una società con sede a San marino e che secondo l'accusa avrebbe riciclato almeno 100 mln di euro illecitamente trasferiti all'estero e poi riutilizzati in Italia. Il valore del maxi-riciclaggio è di oltre un miliardo di euro e coinvolge la San Marino Investimenti (Smi), la più importante holding finanziaria e

fiduciaria del Titano. La rogatoria è stata fatta per acquisire documentazione bancaria, contabile e societaria. Il commissario della legge sanmarinese ha autorizzato l'exequatur (perquisizione e sequestro). La società ha proposto appello sul via libera alla rogatoria. Il 20 aprile a conclusione dei tre gradi di giudizio dell'ordinamento sanmarinese il giudice di terza istanza ha deciso di respingere definitivamente il ricorso alla decisione favorevole, confermando il via libera alla procedura rogatoriale.

I contenuti della sentenza. Il giudice estensore della sentenza cassa il ricorso presentato dalla società sottoposta a indagini in Italia e a domanda di rogatoria a San Marino, e nella sentenza chiarisce ulteriormente i binari in cui si muove la richiesta di rogatoria. In particolare, si sostiene che, sulla base della legge 104/09 sulle rogatorie internazionali in materia penale di San Marino, si ritengono parti sia lo stato che rivolge la domanda di rogatoria sia quello che riceve la richiesta di compimento degli atti istruttori. Inoltre si sottolinea che nell'esaminare i presupposti di legittimità dell'exequatur il giudice dello stato richiesto non può sindacare l'adeguatezza dell'attività inquirente svolta dall'autorità rogante, il fondamento delle accuse poste a base della domanda e l'opportunità delle misure richieste. Deve insomma accertare una verosimiglianza di una ipotesi investigativa che riguarda la commissione di un reato. Per il giudice di San Marino, infine, la legge sulle rogatorie internazionali deve essere interpretata nel senso più favorevole alla cooperazione stessa.

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