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Edili, l'Inps affila le armi

del 21/04/2010
di: di Daniele Cirioli
Edili, l'Inps affila le armi
Imprese edili nel mirino dell'Inps. Finiranno al vaglio degli ispettori le aziende non silenti (che cioè hanno presentato almeno un Dm/10 da settembre 2009), non ispezionate negli ultimi TRE anni, con una sola posizione contributiva e un numero di dipendenti tra 5 e 50. Lavoro nero, mancato rispetto delle retribuzioni virtuali e falsi part-time le principali irregolarità perseguite. Lo spiega l'ente di previdenza nel messaggio n. 10468/2010.

Direttiva Sacconi. Il messaggio rende conto della programmazione della vigilanza per l'anno 2010 nel settore edilizia. Attività da condursi in linea con la riforma organizzativa e funzionale portata a compimento con la direttiva del ministero del 18 settembre 2008, tenendo quindi conto delle peculiarità dei fenomeni d'irregolarità nei diversi ambiti locali. In particolare, la vigilanza sarà orientata esclusivamente al contrasto delle irregolarità di natura sostanziale, che costituiscono una lesione dei livelli di tutela delle condizioni di lavoro, in una logica di conseguimento dei risultati qualitativi piuttosto che sul piano meramente quantitativo.

Le irregolarità perseguite. La programmazione dell'azione ispettiva, spiega l'Inps, è avvenuta sulla base delle determinazioni assunte in sede di commissione centrale di coordinamento delle attività di vigilanza del ministero del lavoro nella riunione del 4 febbraio. Sarà indirizzata verso specifici fenomeni d'irregolarità del settore edile quali lavoro nero, mancato rispetto delle retribuzioni virtuali e falsi part-time nel quale si riscontra una maggiore concentrazione dei fenomeni.

Le imprese prescelte. L'azione di vigilanza nei confronti dell'edilizia, aggiunge l'Inps, sarà specifica e intensa al pari di quella già avviata e ora in corso nelle regioni del Mezzogiorno per il settore dell'agricoltura. Poiché quello edile rappresenta notoriamente uno dei settori in cui è particolarmente diffuso l'impiego di manodopera irregolare (quindi maggiormente a rischio d'evasione contributiva) l'Inps ritiene necessario che ciascuna ispezione sia mirata alla verifica complessiva della posizione contributiva del soggetto accertato, al fine di contrastare e reprimere ogni fenomeno collegato all'irregolarità del lavoro. In considerazione di tanto, spiega che le aziende da ispezionare sono state selezionate da un insieme di imprese classificate ai fini Istat-Ateco con il codice 45 (edilizia-costruzioni). Le aziende sono state individuate poi fra quelle inquadrate all'Inps con Csc (codice statistico contributivo) 1.13.xx e 4.13.xx e con l'applicazione dei seguenti filtri: aziende non ispezionate negli ultimi tre anni; aziende con una sola posizione; aziende che hanno presentato almeno un Dm/10 da settembre 2009 (aziende non silenti); aziende con numero di dipendenti compreso tra 5 e 50.

Preliminarmente a ogni ispezione andrà svolta un'attenta fase istruttoria ai fini di una puntuale conoscenza del comportamento contributivo dell'azienda riscontrabile nel sistema informativo dell'istituto. Infine, l'Inps raccomanda tempestività e completezza dell'acquisizione degli esiti di ogni accertamento per avere in monitoraggio costante l'andamento dell'attività oltre che per conoscere in tempo reale le eventuali problematiche che dovessero emergere e poter apportare, anche in corso d'opera, i correttivi necessari.

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