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Compensazioni, penalizzata l'impresa corretta

del 21/04/2010
di: Roberto Rosati
Compensazioni, penalizzata l'impresa corretta
I vincoli alle compensazioni dei crediti Iva introdotti dal dl 78/2009, indistintamente per tutti i contribuenti, penalizzano le imprese corrette che si trovano strutturalmente a credito d'imposta in quanto operanti con l'estero o in settori particolari. Manca inoltre, nella norma, qualsiasi valutazione preventiva sulla pericolosità fiscale del soggetto, sicché i limiti trovano applicazione anche nei confronti delle imprese considerate «virtuose» ai fini del rimborso. Queste le osservazioni critiche formulate da Assonime nella circolare n. 14 del 20 aprile 2010, che illustra le misure di contrasto dell'illecita compensazione dei crediti Iva.

La circolare propone un'ampia disamina delle disposizioni scattate da quest'anno per l'utilizzo in compensazione cosiddetta orizzontale dei crediti Iva per importi superiori a 10.000-15.000 euro, richiamando anche i chiarimenti emanati dall'agenzia delle entrate. In chiusura, poi, l'associazione esprime alcune perplessità sulle nuove disposizioni, cominciando dall'ostacolo che esse rappresentano per le imprese strutturalmente a credito, per le quali lo strumento della compensazione costituisce un'alternativa di recupero del credito più rapida rispetto ai rimborsi d'imposta, la cui esecuzione è penalizzata da lentezze procedurali e da cronica insufficienza di fondi. La compensazione, prosegue l'associazione, era oltretutto finanziariamente più vantaggiosa, perché non comporta la prestazione della necessaria invece per i rimborsi annuali e infrannuali; questo vantaggio, però, si riduce ora soprattutto per via dell'onere del visto di conformità che grava sulla compensazione di crediti per oltre 15.000 euro.

I vincoli, ancora, operano per tutti i contribuenti, a prescindere dalla valutazione della pericolosità fiscale, per cui riguardano anche quelle imprese in regola con gli adempimenti fiscali e contributivi e con una situazione patrimoniale solida, che l'art. 38-bis del dpr 633/72 esonera dall'obbligo della garanzia ai fini dei rimborsi. Una disparità di trattamento, questa, ancora meno giustificata alla luce del fatto che, mentre per le somme rimborsabili non è previsto alcun limite, le compensazioni orizzontali sono effettuabili entro il tetto di 516.456,90 euro per ciascun anno solare. Tetto che, ricorda infine la circolare, secondo la legge potrebbe essere elevato, con decreto ministeriale, fino a 700.000 euro, ma questa opportunità non si è ancora tradotta in realtà.

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