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Tetto agli stipendi stoppato

del 21/04/2010
di: di Giovanni Galli
Tetto agli stipendi stoppato
Stop dell'aula della camera alla norma (introdotta in senato) che prevedeva un tetto agli stipendi di manager delle società quotate e delle banche. L'assemblea di Montecitorio ha approvato l'articolo 25 del ddl comunitaria (Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee - Legge comunitaria 2009) così come modificato in commissione dove è stata soppressa la disposizione che prevedeva il tetto e il divieto di stock option per i manager degli istituti di credito. L'articolo 25 approvato ieri, quindi, prevede solo l'obbligo da parte delle società quotate di rendere pubblica una relazione che illustri la politica in materia di remunerazione dei componenti dell'organo di amministrazione, dei direttori generali e dei dirigenti con responsabilità strategiche per l'esercizio finanziario in corso e i compensi corrisposti nell'esercizio di riferimento. Per quanto riguarda i manager delle banche, sopravvive anche la parte dove si legge che i sistemi retributivi non devono «essere in contrasto con le politiche di prudente gestione del rischio della banca e con le sue strategie di lungo periodo». Respinti tutti gli emendamenti (Pd, Idv, Misto) che puntavano, dopo lo stralcio della commissione, a reintrodurre altri paletti o controlli sui compensi dei manager.

Ora legale. Cambia l'ora legale. O meglio: continuerà a scattare nell'ultima domenica di marzo fino all'ultima domenica di ottobre, ma le lancette dell'orologio si dovranno far scorrere all'1 di notte invece che, come è dal 1980, alle 2 di notte a marzo e alle 3 di notte a ottobre. L'articolo 23 prevede che: «A partire dal 2010 il periodo dell'ora estiva, ha inizio all'1 del mattino, tempo universale coordinato, dell'ultima domenica di marzo e termina all'1 del mattino, tempo universale coordinato, dell'ultima domenica di ottobre». Ripercorrendo l'ora legale in Italia dal 1916 ad oggi, si scopre che dal 1916 al 1920 l'ora legale scattava a mezzanotte, che dal 1921 al 1939 (gli anni della nascita e dello sviluppo del fascismo) invece non è stata adottata, che nel 1940 è scattata dalla mezzanotte del 14 giugno mentre nel 1941 c'è stata tutto l'anno (fino al novembre del 1942). Durante gli anni del boom economico, dal 1949 al 1965, non è stata adottata. Dall'1981 al 1995 l'ora “estiva” è scattata l'ultima domenica di marzo e quella solare è tornata l'ultima domenica di settembre. Dal 1996 ad oggi si è guadagnata un mese in più: scatta a marzo e torna nell'ultima domenica di ottobre.

Caccia e altri accantonamenti. Gli emendamenti al ddl comunitaria sulla caccia sono stati accantonati e verranno messi in votazione nell'aula della camera, insieme all'articolo che contiene il prolungamento del calendario venatorio, solo oggi. Prima di procedere dovrà, in mattinata, riunirsi la commissione bilancio per dare il parere su ulteriori proposte di modifica presentate. Atteso anche il parere della commissione affari costituzionali. Ieri, intanto, la commissione bilancio ha espresso un parere «contrario» sugli emendamenti che chiedevano tout court la soppressione delle norme sull'allungamento del calendario venatorio: no dunque alle proposte presentate da 25 deputati del Pdl (prima firmataria Fiorella Ceccacci Rubino), dal Pd e dall'Idv. Sono state accantonate anche le proposte di modifica agli articoli 16 (sullo stoccaggio geologico di biossido di carbonio) e 17 (misure per l'adeguamento dell'ordinamento nazionale alla normativa comunitaria in materia di energia). Stralciato invece l'articolo 21 sui rifiuti con un emendamento presentato dalla commissione Politiche Ue.

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