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il fisco degli altri

del 21/04/2010
di: Gabriele Frontoni
il fisco degli altri
San Marino resta senza segretario alle finanze. Nella seduta di ieri, il consiglio grande e generale ha accettato le dimissioni di Gabriele Gatti dalla poltrona di ministro in seguito alle tensioni nate dalla confusa gestione dei rapporti con l'Italia. La riunione del consiglio della Rupe è stata anche l'occasione per tornare a discutere della black list italiana. «L'unica strada percorribile per San Marino è quella della trasparenza», ha ricordato il segretario per l'industria, Marco Arzilli, secondo cui il pacchetto di riforme presentato a Roma consentirà al Titano di definire il rapporto con l'Italia, e di avviare l'internazionalizzazione del paese. Un segnale di apertura all'ultima richiesta di scambio automatico di informazioni tra Italia e San Marino, è arrivato, invece, dal segretario agli esteri, Antonella Mularoni. «L'obiettivo prioritario è evitare l'ingresso di San Marino nella nuova “black list”. In questo senso, quella dello scambio automatico delle informazioni appare una direzione segnata a livello internazionale e, pur con la massima attenzione nella definizione dei tempi e delle modalità, siamo consapevoli della imprescindibile necessità di percorrere questa strada».

Anche il Canada vuol mettere le mani sull'elenco di possibili evasori del fisco contenuto nei file della lista Falciani. La conferma è arrivata dal portavoce dell'Agenzia delle entrate di Toronto, Caitlin Workman, secondo cui sarebbero già state contattate da alcune settimane le autorità francesi con l'intento di fare chiarezza sui cittadini canadesi presenti nell'elenco. Il governo avrebbe dato disposizione alle autorità fiscali di mettere le mani sulle identità canadesi presenti nella lista di 45 mila nomi richiesti dall'Irs (l'agenzia delle entrate americana) al colosso bancario svizzero, Ubs, la scorsa estate e conclusasi con l'invio negli Usa soltanto del 10% dei dati richiesti, pari cioè a 4.450 nomi.

Svizzera e Polonia hanno firmato il protocollo che modifica la convenzione per evitare le doppie imposizioni redatta secondo lo standard Ocse. Convenuta l'esenzione dall'imposta alla fonte per dividendi da partecipazioni determinanti e per dividendi a istituti di previdenza. La Svizzera nei giorni scorsi ha concluso le trattative sulla Convenzione anti-doppie imposizioni anche con Hong Kong.

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