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Monitoraggio fiscale sugli altari

del 20/04/2010
di: di Duilio Liburdi
Monitoraggio fiscale sugli altari
Massima attenzione sulle norme in materia di monitoraggio fiscale degli investimenti esteri: sia in relazione alla presunzione di redditività laddove i beni in questione siano in stati o territori black list che per l'irrogazione delle sanzioni legate alla mancata compilazione del quadro RW. Le norme in questione, peraltro, potrebbero spiegare effetti solo procedurali e dunque essere applicate anche per i periodi di imposta precedenti il 2009.

È questo quanto appare possibile ricavare dalla lettura della circolare n. 20 dell'Agenzia delle entrate del 16 aprile scorso ed avente ad oggetto gli indirizzi operativi per l'attività di controllo da svolgere nel 2010 (si veda ItaliaOggi del 17/4).

Le norme di contrasto all'evasione internazionale. Come noto, in modo sostanzialmente parallelo al provvedimento di scudo fiscale, il legislatore è intervenuto due volte, nel corso del 2009, al fine di rafforzare in modo deciso l'azione di contrasto a fenomeni che, almeno potenzialmente, possono rappresentare un sintomo di evasione internazionale. Nella sostanza, la norma di riferimento è rappresentata dall'articolo 12 del decreto legge n. 78 del 2009 che prevede :

- in deroga ad ogni disposizione di legge vigente, gli investimenti e le attività di natura finanziaria detenuti in stati o territori black list si considerano, fatta salva la prova contraria, costituite con redditi non assoggettati a tassazione. In questo caso le sanzioni previste dall'articolo 1 del decreto legislativo n. 471 del 1997 sono raddoppiate;

- in relazione alle violazioni legate alle norme sul monitoraggio fiscale un incremento delle sanzioni minime e massime.

La norma originaria è stata poi oggetto di integrazione mediante il decreto legge n. 194 del 2009 attraverso il quale è stato previsto come la presunzione di specie e l'irrogazione delle sanzioni afferenti le violazioni al monitoraggio fiscale possono operare in tempi raddoppiati rispetto a quelli ordinariamente previsti dagli articoli 43 del dpr n. 600 del 1973 e 57 del dpr n. 633 del 1972.

L'applicabilità del raddoppio dei termini. In particolare dopo l'emanazione del decreto legge n. 194 del 2009, in vigore dal 30 dicembre 2009, si è aperto il dibattito sulla natura della norma che, come accennato, disciplina il raddoppio dei termini per l'accertamento e per l'irrogazione delle sanzioni in materia di violazioni al monitoraggio fiscale. Sul punto, Assofiduciaria ha preso una posizione sostenendo come, analogamente a quanto previsto dal decreto legge n. 223 del 2006 in relazione ad identica previsione laddove siano rilevati profili di carattere penale, gli interventi operati devono essere considerati come di natura procedurale e, dunque, operanti sui periodi di imposta ancora pendenti al momento di entrata in vigore del decreto legge n. 194 del 2009.

Nella sostanza, accedendo alla tesi delle modifiche di carattere procedurale, si ricaverebbe che anche il periodo di imposta 2004 sia suscettibile di accertamento ovvero di possibile irrogazione delle sanzioni in materia di monitoraggio. Tale conclusione, da un punto di vista temporale, sarebbe in linea con le previsioni in materia di scudo fiscale che, sino a concorrenza degli importi evidenziati nella dichiarazione riservata, precludono una attività di accertamento anche in relazione ai precedenti periodi di imposta. In particolare, laddove l'accesso allo scudo fiscale sia avvenuto nel 2009, il periodo di imposta più «datato» sarebbe ancora il 2004.

Sulla questione, qualche indicazione potrebbe essere tratta dalla lettura della circolare n. 20 dell'Agenzia delle entrate che, come accennato, delinea le attività di controllo da svolgere nel corso del 2010. In linea di principio, l'anno di riferimento 2010 è quello nel quale viene effettuata la predetta attività che può avere ad oggetto, evidentemente, i periodi di imposta ancora accertabili. Alla luce di tale elemento, il richiamo che viene effettuato nel documento di prassi alle modifiche apportate alla disciplina di contrasto dei fenomeni di evasione internazionale porterebbe dunque a concludere che le modifiche in questione assumano valenza di carattere procedurale. Non appare, infatti, casuale il rinvio alla necessità di un adeguato utilizzo della presunzione relativa introdotta dall'articolo 12, comma 2, del decreto legge n. 78 del 2009 tenendo presente altresì quanto disposto dal comma 2-bis che è proprio la norma che dispone il raddoppio dei termini di accertamento. Analogo richiamo viene effettuato anche alle violazioni concernenti gli obblighi di indicazione dei beni e delle attività nel quadro RW della dichiarazione dei redditi e, anche in questo caso, si rinvia alla disciplina del comma 2-ter del predetto articolo 12 che disciplina il raddoppio dei termini per l'irrogazione delle sanzioni. Si ha dunque l'impressione che gli interventi effettuati con i provvedimenti del 2009 possano assumere rilievo immediato in termini di applicazione sui periodi di imposta ancora accertabili o contestabili non operando, al contrario, soltanto per le violazioni commesse dal 2009 in avanti.

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