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Scambi black list, partenza sprint

del 20/04/2010
di: di Franco Ricca
Scambi black list, partenza sprint
Partenza sprint per la comunicazione delle operazioni Iva con clienti e fornitori stabiliti in paesi «black list»: il nuovo adempimento, introdotto dall'art. 1 del dl 40/2010 (decreto incentivi), dovrà essere assolto a decorrere dagli scambi effettuati nel prossimo mese di luglio. Lo prevede il decreto attuativo firmato dal ministro Tremonti il 30 marzo, pubblicato nella G.U. n. 88 di venerdì scorso, 16 aprile. Le informazioni dovranno essere fornite per via telematica, utilizzando il modello che sarà approvato dall'agenzia delle entrate. Vediamo più in dettaglio i contenuti del dm.

Operazioni da segnalare. Dal punto di vista oggettivo, secondo gli articoli 1 e 4 del decreto, l'obbligo di comunicazione riguarda le cessioni di beni, le prestazioni di servizi rese, gli acquisti di beni e le prestazioni di servizi ricevute, registrate o soggette a registrazione ai sensi delle disposizioni in materia di Iva, imponibili, non imponibili, esenti e non soggette. Sembra però necessario chiarire meglio l'oggetto delle informazioni. A parte il dubbio sull'inclusione o meno delle importazioni, non menzionate espressamente, le incertezze derivano essenzialmente dal riferimento alla non ben identificabile categoria delle operazioni «non soggette». In passato, infatti, con questa locuzione si è inteso designare, ora le operazioni escluse dall'Iva ai sensi del terzo comma dell'art. 2 e del quarto comma dell'art. 3 del dpr 633/72, ora quelle prive del presupposto della territorialità. Nella fattispecie, però, in base alla lettera della norma, la prima ipotesi sembra da escludere perché si tratta di operazioni che non si considerano né cessioni di beni né prestazioni di servizi, mentre l'obbligo di comunicazione riguarda le cessioni e le prestazioni; parimenti, anche la seconda sembra da escludere perché le operazioni non territoriali, salvo limitate eccezioni, non sono soggette agli obblighi di fatturazione e registrazione.

Sotto altro profilo, l'obbligo di comunicazione riguarda (almeno per il momento, dato che la legge accorda al ministro la facoltà di estenderlo o limitarlo), le operazioni Iva intervenute con clienti/fornitori situati nei paesi «black list» individuati dai decreti 4 maggio 1999 e 21 novembre 2001. Fra detti paesi rientrano anche taluni stati aderenti all'Ue, e precisamente Cipro, Malta, Lussemburgo; pertanto, determinate operazioni scambiate con soggetti stabiliti in questi paesi figureranno, oltre che nella nuova comunicazione, anche negli elenchi Intrastat.

Il modello di comunicazione dovrà contenere le informazioni previste dall'art. 4 del decreto, tra le quali, per ciascuna controparte, l'importo complessivo delle operazioni attive e passive effettuate, distinto tra operazioni imponibili, con la relativa Iva, non imponibili, esenti e non soggette agli effetti dell'Iva, al netto delle relative note di variazione.

Periodo di riferimento e termine di presentazione. L'art. 2 del decreto, ricalcando le regole del dm 22 febbraio 2010 in materia di elenchi Intrastat, stabilisce che il modello di comunicazione si riferisce:

- a periodi trimestrali (con riferimento ai quattro trimestri che compongono l'anno solare), per i soggetti che hanno realizzato, nei quattro trimestri precedenti e per ciascuna categoria di operazioni, un ammontare totale trimestrale non superiore a 50.000 euro;

- a periodi mensili, per i soggetti che non si trovano nella suddetta condizione.

Il superamento del limite di 50.000 euro nel trimestre per una qualsiasi delle quattro categorie di operazioni (cessioni di beni e prestazioni di servizi rese, acquisti di beni e acquisti di servizi) comporta l'obbligo della periodicità mensile. Nel modello dovranno essere riportate le operazioni registrate o soggette a registrazione, ai sensi delle disposizioni Iva, nel relativo periodo di riferimento.

Decorrenza dell'obbligo. L'obbligo di comunicazione scatta per le operazioni effettuate a partire dal 1° luglio 2010. In mancanza di disposizioni specifiche, in fase di prima applicazione dovrebbe essere consentito, come già in analoghe situazioni (vedi la circolare 14/2010 sul debutto dei modelli Intrastat per i servizi) di assumere la periodicità trimestrale, in considerazione delle difficoltà di reperire i dati delle operazioni pregresse.

Le sanzioni. Ai sensi dell'art. 1 del dl 40/2010, l'omissione, l'incompletezza o la non veridicità della comunicazione sarà punibile con la sanzione amministrativa pecuniaria di cui all'art. 11 del dlgs n. 471/97 elevata al doppio (e dunque dal minimo di 516 al massimo di 4.132 euro); non si applica il principio del cumulo giuridico di cui all'art. 12 del dlgs n. 472/97.

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