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Operazione pulizia in casa dei legali

del 17/04/2010
di: La Redazione
Operazione pulizia in casa dei legali
Operazione pulizia in casa degli avvocati. Con la riforma previdenziale, infatti, sarà più difficile restare all'interno della categoria. Questo perché con la nuova contribuzione minima soggettiva bisognerà sborsare di più e il professionista sarà costretto a valutare bene se continuare a esercitare o se è il caso di cambiare lavoro. Inutile girarci intorno, in base ai calcoli di Cassa Forense c'è una parte consistente di legali che senza il restyling andrebbe in pensione non avendo versato contributi a sufficienza per pagarsi la pensione. E ai quali l'ente garantirà comunque un assegno utile alla sua sopravvivenza. Ma vediamo meglio di cosa stiamo parlando.

Quelli che non versano. Sono 100 mila gli iscritti alla cassa su 208 mila dell'albo. I circa 60 mila che mancano non arrivano a 10 mila euro di redditi e quindi non versano alla cassa forense. Ci si chiede come sia possibile dichiarare così poco da non far scattare l'obbligo della contribuzione. Ma l'ente di previdenza non ha strumenti idonei a comprende le motivazioni di questo fenomeno. Nel senso che l'unico riscontro che si può fare è su quanto si dichiara al fisco. Quindi se l'avvocato dichiara poco l'ente previdenziale non può fare molto. Ma in questo senso l'operazione Poseidone dell'Inps darà ottimi risultati, perché sta scovando (anche se il numero non è ancora noto) professionisti che non dichiarano tutto il loro reddito e che quindi si mantengono sotto i limiti del dovere previdenziale. A questo punto nei prossimi mesi parte dei 60 mila sconosciuti dovranno emergere. Quelli che versano poco. C'è poi un numero consistente di avvocati che, dopo cinque anni di attività, ancora non arriva a superare i 20 mila euro di reddito professionale. E quindi paga solo il minimo soggettivo. Si tratta in sostanza di coloro che Cassa forense individua come i possibili percettori di una pensione che non è stata interamente guadagnata. Una situazione che l'istituto pensionistico ha cercato di risolvere aumentando da 1.300 a 2.400 euro di minimo soggettivo sul reddito, più un 4% di integrativo sul fatturato e l'1% di contributo modulare. In questo modo Cassa forense, per quelli che restano al minimo per la maggior parte della loro vita professionale, riesce a coprire l'80% dell'esborso complessivo. Con un aumento di 1.000 euro di contribuzione, dovrebbe avviarsi una riflessione se restare ad esercitare o cambiare lavoro. Almeno questo è l'obiettivo.

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