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L'Inrl lancia le sfide del futuro

del 16/04/2010
di: La Redazione
L'Inrl lancia le sfide del futuro
La nuova denominazione dell'Istituto nazionale revisori legali (Inrl) è foriera di importanti azioni che il sindacato a tutela della libera professione europea dei revisori legali intende avviare fin dai prossimi giorni. Prima fra tutte la tutela della figura e dell'attività del revisore legale in Italia affidata ad uno specifico collegio di esperti professionisti guidati dal professor avvocato Giovanni Puoti, ordinario di Diritto Tributario presso l'Università La Sapienza di Roma e Incaricato di Diritto Tributario Internazionale alla Luiss-Guido Carli. Altra istanza prioritaria è il riconoscimento delle competenze professionali, a partire dalla rappresentanza tributaria scippata nella trascorsa legislazione all'ultimo minuto ante votazione, che verranno reclamate nelle appropriate sedi politico-istituzionali.

La nuova contestualizzazione internazionale del ruolo di revisore, con il recepimento della direttiva europea 2006/43, ha poi indotto il consiglio nazionale dell'Inrl ad approvare l'apertura di due sedi di rappresentanza, a Bruxelles ed a Londra, per seguire l'attività della Commissione europea, ma anche il sistema economico internazionale. L'Istituto intende inoltre mantenere un alto profilo qualitativo nella formazione continua che ha sempre assicurato a tutti i suoi iscritti, ottimizzando le modalità già in uso con le opzioni online e web-tv ed attenendosi ai dettami del Dlgs che ha sancito la continuità e l'0obbligatorietà della formazione e dell'aggiornamento professionale.

Un altro passaggio chiave è rappresentato dalla sfida previdenziale: l'Istituto nazionale revisori legali ha già avviato con la Cassa dei ragionieri un costruttivo dialogo e intende allargare i rapporti anche con altri sistemi ordinistici. Ma è chiaro che l'impegno fondante è costituito dall'applicazione del recente Decreto che permette all'Italia, quale regione d'Europa, un passo in avanti assai significativo nell'aprire prospettive di attività professionali oltre i confini nazionali.

«E saremo vigili», ha sottolineato il Presidente dell'Inrl, Virgilio Baresi, «in tutte le aree operative specifiche, affinché il dlgs entrato in vigore il 7 aprile scorso, abbia con i decreti attuativi la sua piena applicazione, nel rispetto della volontà del legislatore, che nello stabilire i passaggi più significativi dell'abilitazione professionale, ha inteso ribadire, senza equivoci, che quella del revisore legale è una libera professione di alto spessore e soprattutto di grande valenza socio-economica per il paese». Accanto alle legittime istanze a tutela della professione per le quali ha conferito al professor Giovanni Puoti un incarico formale per le iniziative necessarie, l'Inrl intende consolidare anche il dialogo con tutte le realtà associative e rappresentative, del sistema ordinistico e non.

«La nostra», precisa Baresi, «è sempre stata una organizzazione pronta al dialogo costruttivo, rispettosa delle leggi e ben cosciente dei reciproci ruoli; e lo abbiamo dimostrato in molteplici occasioni, non ultima nella vicenda della tenuta del Registro dove, nel candidarci a far parte dell'organismo preposto dal ministero dell'economia, abbiamo sempre sostenuto l'esigenza di dare la massima trasparenza e rappresentatività ad un organo di controllo che non può e non deve essere espressione di una singola voce professionale».

Tra le altre azioni dell'Istituto, c'è anche la calendarizzazione dei convegni di studio e la organizzazione del primo congresso nazionale che dovrebbe svolgersi entro l'anno, dando così l'opportunità a migliaia di revisori legali italiani, d'incontrarsi, confrontarsi e dibattere le problematiche più pressanti che toccano quotidianamente questa delicata attività professionale. E nell'intensificare, poi, il dialogo con l'Europa, l'Inrl è intenzionato a farsi parte attiva nell'attività della già esistente Confederazione europea dei revisori legali.

“Perché in questa casa comune che è l'Europa – conclude Baresi - i professionisti contabili devono poter operare in un qualsiasi paese-membro, dando il loro contributo di serietà, correttezza, preparazione e trasparenza professionale.”

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