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Agricoltura, un voucher per tutti

del 16/04/2010
di: di Daniele Cirioli
Agricoltura, un voucher per tutti
La crisi allenta i vincoli al lavoro accessorio in agricoltura. Chi sta fruendo di integrazioni salariali o di altri sostegno al reddito, infatti, può effettuare prestazioni occasionali compensate con voucher fino al limite più alto di 5 mila euro (e non, invece, di 3 mila euro come prevede la sperimentazione valida per gli anni 2009 e 2010). Inoltre, le imprese agricole possono fruire di prestazioni accessorie anche da parte di lavoratori titolari di contratti a part-time. Lo precisa il ministero del lavoro nell'interpello n. 16/2010.

L'interpello. Formulato dalla confederazione generale dell'agricoltura italiana, l'interpello sottopone al ministero due quesiti. Il primo chiede di sapere se i percettori di integrazioni salariali o di sostegno al reddito possano svolgere prestazioni occasionali di tipo accessorio in favore di imprese agricole; il secondo se le stesse imprese agricole possano fruire di prestazioni occasionali svolte da lavoratori con contratto a tempo parziale.

Il lavoro accessorio. Preliminarmente, il ministero inquadra la disciplina del lavoro accessorio e la filosofia che ne sta alla base (la normativa di riferimento è il dlgs n. 276/2003 da ultimo modificato dalla Finanziaria 2010). Tali prestazioni, spiega, comprendono tutte quelle attività di natura meramente occasionale e saltuaria non riconducibili a tipologie contrattuali tipiche di lavoro subordinato o autonomo. Tra le finalità è prevista quella di favorire l'inserimento nel mercato del lavoro di giovani e soggetti colpiti dal particolare momento di crisi occupazionale.

I voucher in agricoltura. L'utilizzo dei voucher in agricoltura (che è stato il settore di sperimentazione del nuovo istituto introdotto dalla riforma Biagi) è ammesso per due possibilità: da parte delle imprese agricole di qualsiasi dimensione per prestazioni svolte da pensionati, casalinghe e giovani studenti per attività stagionali; da parte dei produttori agricoli che nell'anno solare precedente hanno realizzato un volume di affari non superiore a 7 mila euro per prestazioni svolte da qualsiasi soggetto. In queste due ipotesi, il lavoro accessorio è ammesso sino a 5 mila euro di compensi nell'anno solare con riferimento allo stesso committente. A queste due ipotesi, spiega il ministero, deve aggiungersene una terza, operativa in via sperimentale per il 2009 e 2010: quella che consente prestazioni di lavoro accessorio da parte di soggetti percettori di integrazioni salariali o di sostegno al reddito «in tutti i settori produttivi, compresi gli enti locali, e nel limite di 3 mila euro per anno solare».

La crisi allenta i vincoli. La terza ipotesi di utilizzo dei voucher, in agricoltura, precisa il ministero, va interpretata in senso ampliativo rispetto al campo di applicazione del lavoro accessorio, poiché prevede in via transitoria (per gli anni 2009 e 2010) un'eccezionale disciplina di favore per i soggetti percettori di prestazioni integrative o di sostegno al reddito. All'atto pratico, ne deriva che:

* i piccoli produttori agricoli (quelli con volume di affari fino a 7 mila euro) possono ricorrere ai voucher nel limite di 5 mila euro, anche da parte di lavoratori che stanno fruendo di integrazioni salariali o altri sostegni al reddito (in deroga, dunque, al limite di 3 mila che è imposto in via generale);

* tutte le altre imprese agricole (quelle con volume d'affari sopra ai 7 mila euro) possono ricorrere ai voucher anche per impiegare lavoratori che stanno fruendo di integrazioni salariali o altri sostegni al reddito nel limite di 3 mila di compenso (in deroga, dunque, al vincolo della possibilità di ricorrere a prestazioni rese da pensionati, casalinghe e giovani studenti).

Nessun vincolo dal part-time. Rispondendo al secondo quesito, infine, il ministero precisa che anche le imprese agricole possono fruire di prestazioni accessorie svolte da lavoratori titolari di contratto a tempo parziale, con l'unica limitazione del divieto di utilizzo da parte dello stesso datore di lavoro titolare del part-time.

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