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Sacconi: enti bilaterali contro il lavoro nero

del 16/04/2010
di: Giusy Pascucci
Sacconi: enti bilaterali contro il lavoro nero
No a nuovi dazi, sì a regole sovranazionali che evitino il rischio di subire la concorrenza sleale dei paesi emergenti e di perdere le sfide che si pongono a livello mondiale. L'agricoltura italiana deve superare l'approccio doganale puramente difensivo e non cedere alla tentazione di una chiusura illusoria nella «fortezza europea». Ma soprattutto deve combattere il lavoro nero. Con gli enti bilaterali che, specie al Sud, possono essere affidabile complemento di sussidiarietà delle funzioni pubbliche e delle attività di vigilanza. Passa attraverso questi punti il processo di modernizzazione dell'agricoltura secondo il ministro del lavoro Maurizio Sacconi, intervenuto al convegno «L'agricoltura nella storia d'Italia» organizzato dalla Confagricoltura, a Roma, alla presenza del presidente della repubblica Giorgio Napolitano e del sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta. Sacconi ha insistito sulla bilateralità come soluzione per rimuovere il lavoro nero e consentire lo sviluppo della filiera agroalimentare. E ricordando come l'esperienza dei voucher abbia consegnato un'Italia spezzata tra Nord e Sud, ha spiegato la necessità di sfruttare «il piano straordinario per le regioni Calabria, Puglia, Sicilia e Campania per avviare la contestuale promozione di organismi bilaterali istituiti dalle organizzazioni rappresentative degli imprenditori e dei lavoratori agricoli su quella base provinciale che corrisponde all'ambito della contrattazione collettiva decentrata». Un plauso, poi, a Confagricoltura. «La più antica organizzazione di rappresentanza delle imprese italiane agricole certamente attrezzata a svolgere le funzioni che abbiamo auspicato e che ha contribuito alla costruzione di un clima unitario e costruttivo di relazioni sindacali. Necessaria premessa per costruire il futuro». Affermazioni apprezzate dal presidente Vecchioni, per cui non servono nuovi modelli dirigisti ma strumenti per competere e garantire reddito agli agricoltori».

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