La fase post elettorale in corso è caratterizzata dai confronti non solo sulle regioni conquistate dal centro-destra e sulla loro articolazione organizzativa, funzionale e programmatica, ma anche dalle ventilate riforme istituzionali fino ai dati sul reddito degli italiani e la crisi. Lo sottolinea, da una parte, la classe politica e di governo della maggioranza e, dall'altra, l'Istat, a proposito delle disponibilità economiche, che, nel 2009, a fronte dell'anno precedente, stimate al 2,8%. Cioè, rispetto a quelle degli anni '90, in base alle rilevazioni effettuate a far data da tale periodo. Secondo Francesco Cavallaro, segretario generale della Cisal, «siamo in presenza di valutazioni contrastanti, se non proprio contraddittorie, alla luce delle verifiche del sindacato a livello di territorio. Laddove è doveroso specificare il limite a cui è giunta l'economia delle famiglie, ormai non più gestibile retoricamente e, quindi, pronta a innescare una protesta sociale di arduo controllo e di difficile contenimento». Anche l'attenuante, relativa al calo del reddito (peraltro causato dal sovrappeso fiscale e dall'aumento dei servizi con progressione geometrica), in realtà in Italia sarebbe limitato rispetto alla percentuale registrata in Europa. Per cui, tra i paesi dell'Unione il meno indebitato sarebbe il nostro. Quindi, la maggiore quota di risparmio dei cittadini italiani avrebbe contribuito a evitare un aggravamento delle condizioni generali di vita. Mentre, tale quota per come viene presentata, non è percepita dai lavoratori nel concreto degli impegni molteplici di spesa. Né lo stesso risparmio contribuisce visibilmente a rendere meno insopportabile la quotidianità economica, almeno in alcune aree nazionali, esposte ai maggiori oneri da sostenere, come quelli, per esempio, del servizio sanitario nazionale; a cui si aggiunge la spesa per i consumi giornalieri, valutata ad una quota ridotta all'1,9%. D'altra parte, sottolinea Cavallaro «nessuna manovra estiva, stando alle dichiarazioni di Tremonti, sarebbe in itinere, smentendo indiscrezioni, secondo le quali il governo avrebbe in programma una correzione di 4-5 miliardi di euro entro il prossimo mese di giugno».
Più o meno, la stessa cosa ha sottolineato a Parma il presidente del consiglio domenica scorsa, partecipando al convegno biennale del Centro studi della Confindustria. Gli ha fatto eco, a riguardo, anche la Marcegaglia, che ha riassunto in sei priorità alcune proposte finalizzate a superare in tempi brevi la crisi attuale. L'indicazione della Presidente di Confindustria riguarda la riforma dello stato, la ricerca e l'innovazione, il fisco, il federalismo fiscale, le infrastrutture e l'energia. Stando a tali indicazioni, per quanto riguarda il sindacato autonomo confederale, ciò che è emerso a Parma, non solo è condiviso , ma la Cisal, nel merito, ricorda di aver preso parte a numerosi incontri collegiali nelle sedi governative, fornendo documenti politici sulle priorità ritenute attuabili, nonché un contributo di disponibilità a ulteriori mediazioni di confronto al tavolo della concertazione. Peraltro, secondo Cavallaro, le divisioni tradizionali tra piccoli e grandi soggetti della rappresentanza di interessi collettivi, da nord a sud si sono spesso acuite .
Per metterle d'accordo, su un binario di consenso comune di fattibilità, la Cisal ha speso tutto il suo impegno, specificando alcuni passaggi obbligati, riguardanti l'efficienza del settore pubblico, la semplificazione del fisco (peraltro a costo zero), meno imposte in busta paga e un piano occupazionale, prima dell'estate, per superare precarietà e carenza diffusa di lavoro e formazione. Particolarmente preoccupante, in riferimento a quanto fin qui sottolineato, «l'apertura di credito a chi ci ha truffato», secondo il titolo di un editoriale apparso su Libero del 13 aprile. Per cui l'Italia «s'indebita per Atene con un contributo di 5 miliardi di bond che non rivedremo», con qualche fondata probabilità.
«Attendiamo, quindi, il governo e la classe politica sui fatti già preannunciati, confermando, ha concluso il segretario generale, la nostra paziente e determinata disponibilità a un dialogo che sia effettivamente unitario e concreto».