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I bilanci parlano la stessa lingua

del 15/04/2010
di: di Enrico Larocca
I bilanci parlano la stessa lingua
Dopo una lunga fase transitoria, i bilanci d'esercizio in formato Xbrl sono arrivati al traguardo, spegnendo tutte le eccezioni, attinenti al ritardo nella pubblicazione della tassonomia utilizzata per la riclassificazione delle poste di bilancio, che sul finire dell'anno 2008, ne avevano fatto slittare ulteriormente l'applicazione. Il percorso normativo che ha attraversato quest'adempimento, è stato lungo e travagliato e non solo per ragioni tecniche. Ricordiamo che l'obbligo fu introdotto con l'art. 37 comma 21-bis del dl 223/2006, conv. con modif. nella legge 248/2006. La norma stabiliva che, a far data dal 31/3/2008, era obbligatoria l'adozione del formato Xbrl, per il bilancio e gli altri atti camerali. Successivamente, il dpcm 10/12/2008 disponeva l'obbligo di applicazione del formato elaborabile, solo a partire dai bilanci chiusi successivamente al 16/02/2009 (cosi si esprimeva la circ. Unioncamere del 24/2/2009 n. 2991). Conseguentemente, le società con esercizio amministrativo coincidente con l'anno solare, dovranno applicare il nuovo formato ai bilanci chiusi con riferimento alla data del 31/12/2009.

L'introduzione del formato Xbrl (acronimo di eXtensible business report language) è motivato dall'esigenza di uniformare, al livello internazionale, il linguaggio di comunicazione delle informazioni economico-finanziarie dell'imprese, favorendo così la comparazione settoriale, spaziale e temporale delle attività economiche.

Il formato Xbrl introduce una tassonomia specifica che rappresenta le modalità di classificazione e codifica delle voci di bilancio. In altri termini, si tratta del dizionario delle voci che esprimono i principi contabili nazionali, che organizza le tabelle di allocazione dei dati dello stato patrimoniale, compresi i conti d'ordine e dei dati del conto economico, secondo una struttura comune e condivisa, elaborata dall'Associazione Xbrl Italia. Resta esclusa, da questa nuova organizzazione elettronica dei dati, almeno per il momento, la nota integrativa, che dovendo contemplare una parte tabellare derivante dal bilancio e una parte dissertativa, richiede un approccio costruttivo di tipo misto, di tipo Xbrl per la parte tabellare e di tipo Xml (acronimo di eXtensible markup language) per la parte dissertativa.

Sono obbligate alla presentazione del bilancio in formato Xbrl tutte le società di capitali, eccetto: a) le società quotate sui mercati regolamentati; b) le società che svolgono attività assicurativa e riassicurativa; c) le società che applicano i principi contabili internazionali; d) le società controllate da società escluse dalla redazione.

Da un punto di vista operativo, la pratica di bilancio Xbrl, da trasmettere al registro delle imprese, si compone dei documenti redatti in formato Pdf/A che normalmente costituiscono la pratica di bilancio ordinario o consolidato (stato patrimoniale, conto economico, nota integrativa, oltre le relazioni e gli allegati se obbligatori), ai quali si aggiungerà il bilancio in formato Xbrl (stato patrimoniale e conto economico), tutti firmati digitalmente. Quindi, non una sostituzione del formato tradizionale, con il formato elaborabile, quanto piuttosto un affiancamento.

Secondo l'Assonime, le società in liquidazione sono esonerate dal nuovo formato Xbrl, perché redigono un bilancio secondo una struttura diversa da quella contemplata nel formato elaborabile (vedi circolare Assonime 19 febbraio 2010, n. 5).

Anche i consorzi, per l'anno 2009, hanno dovuto adottare la forma elaborabile, limitatamente allo stato patrimoniale da inviare entro il 1/3/2010 (vedi Unioncamere, 23/12/2009 n. 18751).

In ultimo, segnaliamo che Infocamere, sul proprio sito (www.infocamere.it), ha messo gratuitamente a disposizione dell'utenza professionale e non, sia il modello di istanza Xbrl per il bilancio, sia gli strumenti di verifica e di visualizzazione in chiaro, del file elaborato.

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