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Illegittimo il licenziamento dei dipendenti che litigano

del 15/04/2010
di: Debora Alberici
Illegittimo il licenziamento dei dipendenti che litigano
Illegittimo il licenziamento dei dipendenti che in un'occasione sono arrivati alle mani. Lo ha stabilito la Cassazione con la sentenza 8737/2010 che ha respinto il ricorso di una società che aveva licenziato due dei suoi dipendenti, un uomo e una donna, perchè durante un litigio nell'orario di lavoro si erano lasciati andare al punto di arrivare alle mani. In particolare i due si erano «azzuffati» in ufficio ma poi avevano fatto pace. Quindi avevano impugnato il licenziamento di fronte al Tribunale di Teramo che, però, gli aveva dato torto. Le cose erano poi andate meglio di fronte alla Corte d'appello di l'Aquila. I giudici territoriali avevano ribaltato la decisione di merito e avevano dichiarato l'illegittimità del licenziamento. Contro questa decisione l'azienda ha fatto ricorso in Cassazione ma senza successo. La sezione lavoro di Piazza Cavour ha infatti bocciato il gravame mettendo nero su bianco che «per quanto concerne la contestata proporzionalità della sanzione irrogata dalla società rispetto alle infrazioni disciplinari commesse dagli intimati si rimarca che, in tema di licenziamento per giusta causa, spetta unicamente al giudice del merito - e non può essere sindacato in sede di legittimità se, come nella specie, sorretto da motivazione congrua ed esente da vizi logici o giuridici - l'accertamento che il fatto addebitato sia stato di gravità tale da integrare la fattispecie di cui all'art. 2119 c.c».

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