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Immobili, liti addio

del 15/04/2010
di: La Redazione
Immobili, liti addio
L'abrogazione della presunzione legale legata al valore normale ha effetti anche per il passato. L'abrogazione delle norme attribuenti agli uffici il potere di rettificare la dichiarazione Iva e il reddito d'impresa del contribuente che avesse dichiarato, nella cessione di beni immobili, un corrispettivo inferiore al valore normale degli stessi, produce effetti, con riguardo alle situazioni non ancora definite, anche per il periodo precedente alla loro introduzione (dl 223/2006). Questo ha precisato l'Agenzia delle entrate con la circolare n. 18/E del 14 aprile. Come spiega Fiscooggi, il decreto legge 4 luglio 2006 aveva introdotto una presunzione legale relativa a favore degli uffici che, nell'ambito dell'attività di accertamento dell'Iva (articolo 54, terzo comma, dpr 633/19712) e del reddito d'impresa (articolo 39, primo comma, lettera d), del dpr 600/1973), collegata alle cessioni di immobili, potevano provare «l'infedeltà» sulla base dello scostamento tra il corrispettivo delle cessioni e il valore normale dei beni. Valore normale, per la cui individuazione era poi arrivato - facendo seguito alla relativa previsione contenuta nella Finanziaria 2007 - il provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate 27 luglio 2007 (cosiddetto provvedimento «valori Omi», l'Osservatorio del mercato immobiliare dell'Agenzia del Territorio). Successivamente, considerata l'incompatibilità – in relazione all'Iva – dell'intervento normativo, gli articoli 54 del dpr 633/1972 e 39 del dpr 600/1973 sono stati riportati «allo stato originario», eliminando le disposizioni figlie del «Visco-Bersani» e ripristinando, in sostanza, il quadro normativo esistente prima del 4 luglio 2006. La circolare di ieri spiega cosa succede con riguardo alle situazioni non ancora definite, per il periodo compreso fra l'entrata in vigore del decreto legge 223/2006 (4 luglio 2006) e la decorrenza delle disposizioni contenute nella Comunitaria 2008 (15 luglio 2009 per l'Iva e 29 luglio 2009 per le imposte sui redditi): l'abrogazione della presunzione legale relativa, a suo tempo introdotta dal dl 223/2006, produce effetti anche con riferimento al periodo pregresso. Lo scostamento fra valore normale dell'immobile e corrispettivo dichiarato della cessione ritorna, quindi, ad avere la valenza di elemento presuntivo semplice senza limiti temporali, con gli uffici che sono, di conseguenza, chiamati a esaminare le controversie pendenti, abbandonando quelle derivanti da accertamenti – alla luce del modificato quadro normativo – non adeguatamente provati. Accertamenti, cioè, non basati, su ulteriori elementi idonei a supportare la pretesa di recupero (come, ad esempio, il mutuo richiesto dall'acquirente per un importo che eccede quello della compravendita, prezzi emergenti dalla ricostruzione dei ricavi operata in seguito a indagini finanziarie, oppure da precedenti atti di compravendita aventi a oggetto lo stesso immobile), che si affiancano alla sola e semplice differenza fra il valore normale e il corrispettivo.
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