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Conti esteri, l'elenco dimagrisce

del 15/04/2010
di: di Gabriele Frontoni
Conti esteri, l'elenco dimagrisce
Pugno di ferro del Fisco italiano contro le migliaia di presunti evasori contenuti nella lista Falciani. Più di 7mila conti correnti (7.094 per la precisione, circa 3 mila in meno rispetto a quanto trapelato nei giorni scorsi), che arriveranno nelle mani della procura di Torino entro le prossime settimane, dopo aver concluso l'iter autorizzativo previsto dalla Giustizia francese. La rogatoria internazionale inviata dall'Italia è già approdata sulla scrivania del procuratore generale di Nizza, Eric de Montgolfier, che si è detto disponibile a trasmettere i dati a Torino. Ma soltanto dopo aver ricevuto il parere positivo del tribunale di Aix en Provence e quello del ministro della Giustizia di Parigi. A quel punto, le informazioni in questione verranno analizzate e scremate per ricostituire la banca dati di interesse della procura italiana. La lista Falciani ricomprende infatti ben 127 mila dati relativi a conti correnti riconducibili a ben 80 mila persone fisiche. Di queste, soltanto 8 mila o poco più sarebbero francesi. Il grosso della torta riguarderebbe infatti cittadini residenti un po' in tutto il mondo, con una buona rappresentanza di italiani. Tutte queste operazioni, secondo le indicazioni di de Montgolfier, potrebbero richiedere tre settimane circa. Una manciata di giorni, dunque, prima che si possa dare inizio alle danze. La macchina organizzativa italiana, nel frattempo, si è messa già in moto. «Siamo in attesa dei risultati della rogatoria richiesta dalla Procura di Torino», ha commentato ieri a caldo il direttore generale dell'Agenzia delle entrate, Attilio Befera. «Attendiamo i risultati e poi vedremo se la Procura passerà le informazioni a noi e alla Guardia di Finanza per il recupero di queste somme. A quel punto, con l'inversione dell'onere della prova, dovrà essere il contribuente a dimostrare che le somme detenute non sono frutto di evasione fiscale». Unica condizione perché questo accada, è che i dati pervenuti alle autorità finanziarie italiane siano stati trasmessi secondo le regole sullo scambio internazionale di informazioni. «Al Fisco non si sfugge. Avvieremo controlli sulla lista dei cittadini italiani richiesta dalla procura di Torino. Certo, solo se le informazioni sono state acquisite secondo criteri legali, i dati potranno trasformarsi direttamente in accertamento, altrimenti saranno utilizzati come spunto per trovare prove di evasione», ha spiegato il direttore centrale dell'Accertamento dell'Agenzia delle entrate, Luigi Magistro. «Per ora si tratta di un'attività della procura della Repubblica di Torino sulla quale non siamo ancora stati interessati». In ogni caso, l'Agenzia delle entrate non rimarrà con la mani in mano. «Tutto ciò che arriva fuori dai canali ufficiali», ha aggiunto Magistro, «è un qualcosa che l'Agenzia delle entrate può utilizzare come spunto per poi acquisire prove secondo le regole. La sostanza è che non si sfugge ma anche che è essenziale il rispetto delle regole per acquisire i dati». Intanto l'Agenzia delle entrate ha fatto sapere di essersi già mossa in piena collaborazione con la Guardia di finanza, nell'analisi di centinaia di casi contenuti nelle liste pervenute ed emersi nel corso delle verifiche di accertamento. «Siamo già all'opera su centinaia di casi che riguardano liste pervenute legalmente in Italia», ha assicurato Attilio Befera. «La nostra task-force sta operando febbrilmente sui movimenti di capitali presenti all'estero».

Intanto il Liechtenstein ha bloccato le richieste di informazioni della Germania circa sospettati evasori fiscali. A motivare la decisione del Principato il fatto che le richieste si basano su dati bancari rubati.

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