Consulenza o Preventivo Gratuito

Comunicazione Unica senza diritti di segreteria

del 15/04/2010
di: La Redazione
Comunicazione Unica senza diritti di segreteria
Nel presentare la Comunicazione unica non bisogna pagare alcun diritto di segreteria alle camere di commercio, qualora essa contenga solo domande di contenuto previdenziale, assistenziale o fiscale. Lo chiarisce un parere del ministero dello sviluppo economico, contenuto in una nota, la n. 26649 del 4 aprile 2010, recante una interpretazione relativa proprio ai diritti di segreteria per le sole domande di Comunicazione Unica inviate ai soli fini previdenziali, assistenziali o fiscali. E che, per ciò stesso, transitano semplicemente per il registro delle Imprese, diretti verso altre amministrazioni. Si ricorda che, con l'articolo 23, comma 13 del decreto legge 78/2009, poi convertito nella legge 102/2009, dal primo aprile scorso è scattato l'obbligo di invio della comunicazione unica al registro imprese, per tutti coloro che intendono avviare nuove attività. Il parere affronta anche il nodo delle domande inviate da imprese che, solo per effetto della Comunicazione Unica, e non per altre disposizioni riguardanti il Registro delle imprese, vengano iscritte come inattive al registro stesso. E successivamente presentano dichiarazione di inizio attività. In quest'ultimo caso, i tecnici del ministero dello sviluppo economico spiegano che anche la dichiarazione di inizio attività presentata successivamente dall'impresa non è soggetta al pagamento di alcun diritto di segreteria. In quanto essa si riferisce al numero di protocollo della prima pratica e rappresenta una sorta di integrazione dei documenti relativa a una precedente Comunicazione Unica, che ha già scontato il pagamento dei diritti di segreteria. Nel giungere a questa decisione, il ministero dello sviluppo economico si rifà a quanto deciso dall'Agenzia delle entrate per l'imposta di bollo sulla comunicazione unica. Infatti, con la risoluzione n. 24 del 29 marzo 2010, l'amministrazione finanziaria ha dato il proprio parere in merito, rispondendo a una istanza di interpello della regione Marche. Secondo le Entrate non devono «essere assoggettate a imposta di bollo domande o atti, ancorché inviate tramite comunicazione unica... che prima erano esenti dall'imposta». Si tratta di un principio derivante dalla volontà del legislatore di non aggravare con nuovi oneri finanziari tutti coloro che intendono avviare una nuova impresa. Un principio su cui poggia lo stesso snellimento burocratico fatto con la comunicazione unica e che dunque è estendibile anche ai diritti di segreteria.

Luigi Chiarello

vota