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Spese straordinarie dei figli, genitori non affidatari muti

del 15/04/2010
di: Debora Alberici
Spese straordinarie dei figli, genitori non affidatari muti
Il genitore non affidatario e obbligato al mantenimento non può contestare le decisioni dell'ex sulle spese straordinarie da sostenere per i figli minori e alle quali deve necessariamente contribuire. Al più può fare domanda di affidamento congiunto per partecipare quindi a tutte le decisioni sui figli. Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 8676 del 12 aprile 2010, ha respinto il ricorso di un padre condannato a versare all'ex mille euro per il mantenimento suo e mille per quello della figlia piccola, oltre a tutte le spese straordinarie decise dalla moglie. La vicenda riguarda una coppia di Venezia. Dopo la separazione la bambina era stata affidata soltanto alla madre e lui era stato condannato a mantenerle entrambe, incluse le spese straordinarie. Tali spese, inoltre, erano sempre state decise esclusivamente dalla moglie. Contro la decisione della Corte d'appello del capoluogo veneto l'uomo ha fatto ricorso in Cassazione lamentando che la decisione sulle spese straordinarie competesse a entrambi i genitori. In particolare ha formulato il quesito «se il genitore non affidatario, onerato delle spese straordinarie da sostenere per la figlia, per di più in via prevalente, abbia diritto di concordare preventivamente con il coniuge affidatario la natura e l'ammontare degli oneri straordinari». Ma la prima sezione civile del Palazzaccio ha respinto la tesi del padre affermando che «la doglianza appare comunque manifestamente infondata, in quanto, non avendo il padre censurato la statuizione sull'affidamento esclusivo della figlia alla madre, deve ritenersi che l'esercizio della potestà genitoriale sia attribuito in via esclusiva al genitore affidatario, ai sensi dell'art. 6, comma 4, della legge 1970/898 comprese le decisioni sulle spese di carattere straordinario (che non necessariamente coincidono con quelle di maggiore interesse, come riconosciuto dallo stesso ricorrente), in ordine alle quali il genitore non affidatario non ha pertanto diritto di interloquire, a meno che non attengano in concreto (ma sul punto il ricorrente nulla ha dedotto) a questioni di particolare interesse».

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