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Adepp in rifacimento

del 14/04/2010
di: di Ignazio Marino
Adepp in rifacimento
Lavori in corso per ricomporre l'Adepp, l'associazione degli enti di previdenza privati e privatizzati che per oltre un anno e mezzo è stata impegnata in un confronto interno per arrivare a un nuovo statuto non senza perdere pezzi. A febbraio infatti Enpab (biologi), Enpam (medici), Eppi (periti industriali), Cassa geometri, Onaosi (la fondazione per gli orfani sanitari italiani) e Cassa ragionieri sono usciti ufficialmente dall'Adepp in segno di protesta contro il presidente Maurizio de Tilla e il suo vicario Antonio Pastore in quanto da tempo i due non più rappresentanti delle casse di appartenenza (seppur votati quando erano in carica come presidenti, rispettivamente, degli avvocati e dei dottori commercialisti). Ma quali scenari si aprono ora con il nuovo statuto (si veda ItaliaOggi di ieri) che cerca di risolvere il problema?

Il nodo elezioni. A bocce ferme la nuova carta che regola l'attività dell'Adepp promette di ricompattare il fronte. E, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, i dissidenti sarebbero disponibili a rientrare. Anche perché così come è oggi, l'Associazione della previdenza dei professionisti non ha molte possibilità di far sentire a pieno tutto il suo peso. E quindi la separazione non è utile a nessuno. Ma la nuova Adepp nascerà, secondo la norma transitoria dello statuto, dal 1° luglio 2010. Esattamente alla vigilia, per alcuni, e nel pieno, per altri, delle elezioni di una serie di enti di previdenza: Epap - pluricategoriale (attuari, dottori agronomi e dottori forestali, geologi e chimici), Cassa notariato, Inarcassa (architetti e ingegneri), Eppi (periti industriali). In particolare, questi ultimi tre istituti sono stati i dissidenti della prima ora che nel 2009 avevano posto il problema di rappresentatività. Quindi, chi dovrà votare i nuovi vertici? I presidenti in carica e in attesa di conoscere il risultato delle elezioni interne o i nuovi? Non solo. Destinata a pesare c'è anche la questione dei commercialisti. Le due casse, dei dottori e dei ragionieri, chiamati a unificarsi dalla legge hanno rotto definitivamente le trattative. E anche questo finirà per pesare, visto che anche all'Adepp stanno su fronti opposti.

Il nodo Ccnl. Ma nella partita della nuova Adepp la questione più delicata si gioca con il rinnovo del contratto collettivo dei dipendenti delle casse. L'attuale dirigenza ha cercato di trovare delle condizioni che possono andare bene ai sindacati dei lavoratori di tutte le gestioni. Ma sono proprio le casse dei dissidenti ad avere un peso molto importante nel rinnovo. I sei enti dimissionari impiegano circa 1.000 dipendenti. Un numero che salirebbe se si aggiungessero anche i lavoratori di Inarcassa e Cassa notariato che sono rimasti all'interno dell'Adepp perché sotto elezioni interne (che in generale coprono un periodo molto lungo). Quindi senza un buon accordo elettorale sul futuro presidente i dissidenti potrebbero scegliere di non fare un Ccnl unico, ma due. E a quel punto si ritornerebbe a essere separati in casa.

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