Consulenza o Preventivo Gratuito

Privacy, ecco il rimborso spese per accedere ai dati personali

del 14/04/2010
di: La Redazione
Privacy, ecco il rimborso spese per accedere ai dati personali
Accesso ai propri dati personali con il rimborso spese se la ricerca è dispendiosa. Non sarà sempre gratuito conoscere quali dati siano trattati dalle centrali rischi private. Può costare anche 10 euro, ma se si usa la posta elettronica l'accesso è sempre senza spese.

Il garante della privacy con due provvedimenti, relativi al settore dei Sistemi di informazioni creditizie (Sic, e cioè appunto le centrali rischi private) ha elaborato il listino e il costo dell'accesso dipende dalle modalità di comunicazione. Si tratta della deliberazione n. 18 del 18 marzo 2010, con cui il garante ha stabilito il contributo spese per l'esercizio del diritto di accesso ai dati personali detenuti dalla società Crif e della deliberazione n. 19, sempre del 18 marzo 2010, relativa alla Associazione italiana leasing (Assilea), alla Experian Information Service spa e al Consorzio per la Tutela del Credito (C.T.C.). Entrambe le deliberazioni sono state pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale di ieri 13 aprile 2010 n. 85. Ma vediamo i contenuti delle due deliberazioni, che regolano l'ipotesi di rimborso spese per il caso in cui il riscontro all'interessato rende necessario un notevole impiego di mezzi in relazione alla complessità o all'entità delle richieste.

Alcuni organismi, chiamati a evadere un numero di richieste cresciuto in maniera esponenziale, avevano, infatti, da tempo esercitato pressioni sul Garante perché definisse i costi da porre a carico dell'interessato.

La società Crif, per esempio, ha fatto presente che il numero delle istanze di accesso è triplicato passando da quasi 67 mila del 2004 a circa 190 mila del 2008.

Il garante, a dire la verità, ha aspettato che terminasse l'iter giudiziario dei ricorsi amministrativi avviato dalla Crif e solo a seguito la sentenza del Consiglio di stato n. 5198 del 3 settembre 2009 ha emanato i provvedimenti in commento.

Ecco dunque quando e quanto si pagherà.

Se l'interessato richiede espressamente il riscontro attraverso l'invio a mezzo di posta elettronica, lo stesso dovrà essere reso a titolo gratuito tutte le volte. In sostanza conviene usare la posta elettronica, in quanto non c'è un numero massimo di accesso gratuito. Quindi, poiché, per le informazioni commerciali il numero massimo ad anno è quattro (lo si può chiedere ogni novanta giorni) l'accesso è gratis tutte e quattro le volte, purché vi sia stata richiesta di avere la risposta su posta elettronica.

Invece se si scelgono altre modalità di riscontro (fax, lettera o altro) l'accesso sarà gratuito una sola volta nell'arco di ciascun anno solare. Per le richieste successiva alla prima nell'arco di ciascun anno solare, si potrà richiedere un contributo spese commisurato ai costi effettivamente sostenuti e, comunque, fino ad un massimo di sette euro (comprensivo di spese postali). A questi 7 euro si devono aggiungere al massimo tre euro, fino a un totale massimo di dieci euro (e comunque per le richieste successive alla prima, che è sempre senza spese) qualora sia presentata una richiesta incompleta da parte di un soggetto che, comunque, risulti individuato e legittimato, e si renda indispensabile instaurare un contatto con il medesimo per acquisire le informazioni necessarie per fornire un idoneo riscontro. Le cifre indicate nei provvedimenti del garante sono, in ogni caso, cifre massime, poiché il garante fissa il principio per cui il contributo spese non dovrà eccedere i costi effettivamente sostenuti.

In ogni caso non si potrà chiedere alcun contributo spese se la risposta all'interessato sia inoltrata tardivamente oltre i termini previsti dall'art. 146, comma 2 del Codice della privacy (di regola quindici giorni).

vota