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Consulenti del lavoro previdenti

del 13/04/2010
di: La Redazione
Consulenti del lavoro previdenti
La Riforma delle professioni, che vedrà giovedì 15 gli Ordini riuniti al Ministero di giustizia per l'avvio dei lavori, ha un importante tassello nella previdenza che è certamente legata ad eventuali interventi sugli ordinamenti. E poi vi sono tutte le sfaccettature legate agli aspetti tecnici di datori di lavoro e dipendenti che sono assistiti dai consulenti del lavoro. Insomma un tema di grande respiro che sarà oggetto di grande attenzione nei prossimi mesi e sul quale abbiamo intervistato Alessandro Visparelli, vicepresidente del Consiglio nazionale dell'Ordine con delega alla Previdenza.

Domanda. Il Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro sta promuovendo, tramite la Fondazione studi, un fitto calendario di incontri formativi sulla previdenza. Quali sono i motivi di interesse per la vostra professione?

Risposta. Sempre più spesso viene richiesta al consulente del lavoro una consulenza specifica in campo previdenziale. Lavoratori autonomi, imprenditori, professionisti sono sempre più attenti all'aspetto previdenziale connesso allo svolgimento della loro attività, sia in termini di costi sia in termini di rendimento. Ma anche i lavoratori dipendenti. sempre con maggiore intensità si rivolgono ai consulenti dellLavoro per verificare la loro posizione previdenziale e/o per valutare e pianificare soluzioni migliorative a favore della loro futura pensione. Le numerose normative intervenute in campo previdenziale, soprattutto negli ultimi 18 anni, hanno profondamente rivisto le regole del gioco che, per questo, è divenuto notevolmente complesso, tale da richiedere sempre più attività di consulenza specialistica. E la nostra categoria non si è fatta trovare impreparata. Basti ricordare il ruolo attivo - tra Ministero del lavoro, aziende e lavoratori - che abbiamo svolto nel periodo in cui milioni di dipendenti sono stati chiamati dalla legge a scegliere la propria forma pensionistica complementare.

D. Quindi avete pianificato una formazione puramente tecnica per i vostri iscritti?

R. Certamente la conoscenza approfondita della normativa, primaria e secondaria, che regola i diversi sistemi previdenziali in Italia è fondamentale per chi svolge consulenza in questo campo. E parliamo di centinaia di leggi e di disposizioni che attengono al complesso panorama di enti che gestiscono forme obbligatorie di previdenza, ciascuno con proprie specificità. Tuttavia i consulenti si propongono anche in chiave propositiva, nei confronti del Ministero del lavoro e degli istituti, e collaborativa con le rappresentanze dei lavoratori, perché in Italia si delinei un quadro pensionistico maggiormente organico ed equilibrato.

D. Le pensioni però devono fare i conti con il bilancio dello Stato. In questo senso, ben difficilmente si potranno garantire in futuro i trattamenti pensionistici del passato.

R. Il nostro sistema pensionistico pubblico si basa e si finanzia sul principio della ripartizione, cioè sulla solidarietà fra le generazioni. Tale sistema, però, è entrato in crisi quando il forte calo delle nascite e l'allungamento della vita media ha fatto saltare il rapporto positivo tra lavoratori e pensionati. Con le riforme degli anni 90 si è cercato di rendere compatibile la spesa previdenziale con il bilancio dello Stato, ma con la riforma Dini a regime l'importo della pensione difficilmente supererà il 50%. Uno dei possibili interventi potrebbe essere quello di sgravare il sistema previdenziale dalle prestazioni assistenziali (pensioni sociali, assegno sociale, integrazione al minimo, prepensionamenti, ecc) spostandole sulla fiscalità generale, l'altro auspicabile intervento dovrebbe essere rivolto a promuovere e incentivare il risparmio previdenziale individuale.

D. Ossia?

R. Favorire e incentivare forme di previdenza complementare, ancora non sufficientemente diffuse tra i dipendenti delle piccole e medie imprese. Inoltre, il sistema deve assicurare analoghi livelli di prelievo e di sostituzione alle diverse coorti di iscritti, che si susseguono nel tempo. Vi è da garantire equità intergenerazionale fra lavoratori e pensionati.

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