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Fideiussioni, controlli ko

del 13/04/2010
di: di Debora Alberici
Fideiussioni, controlli ko
Illegittimo l'accertamento sintetico basato sulle fideiussioni prestate dal contribuente. Infatti ciò «non fa presumere il possesso della disponibilità economica corrispondente a quanto garantito». Lo ha stabilito la Cassazione che, con la sentenza 6753 del 2010, ha respinto il ricorso incidentale del fisco confermando la decisione della Ctr che aveva annullato l'atto impositivo sul punto delle garanzie presentate dal contribuente. Secondo la sezione tributaria «in tema di accertamento sintetico delle imposte sui redditi, ai sensi dell'art. 38, quarto comma, del dpr 29 settembre 1973, n. 600, la prestazione di fideiussioni non fa presumere il possesso della disponibilità economica corrispondente a quanto garantito». I giudici hanno respinto il ricorso presentato dall'amministrazione finanziaria secondo cui «la prestazione di fideiussioni, esclusa, nella decisione impugnata, come indice di maggiore redditività in quanto non necessariamente corrispondente ad alcuna reale disponibilità di danaro, in realtà presupporrebbe il possesso di beni sufficienti a garantire l'obbligazione». Questa affermazione, hanno replicato gli Ermellini, «confonde quanto astrattamente prevedibile in capo a un soggetto che rilascia una garanzia personale con una presunzione di possesso della relativa disponibilità, che non solo non trova riscontro nel quadro normativo, ma implica una inammissibile moltiplicazione delle capacita reddituali del garante, laddove ipotizza che, a prescindere dalla consistenza patrimoniale effettiva ed aliunde accertata, il rilascio di fideiussioni sia indice di una ulteriore e autonoma disponibilità patrimoniale». Nell'affermare questo principio i giudici di Piazza Cavour hanno ribadito quello della retroattività del redditometro sancendo che «in tema di accertamento delle imposte sui redditi e con riguardo alla rettifica, con metodo sintetico, del reddito complessivo sulla scorta di elementi e circostanze di fatto certi, utilizzabili anche dal ministero delle finanze per la fissazione dei coefficienti presuntivi ai sensi del dpr n. 600 del1973, art. 38, consente il riferimento a redditometri contenuti in decreti ministeriali emanati successivamente ai periodi d'imposta da verificare». Il caso riguarda un contribuente di Cesena che aveva ricevuto una rettifica del reddito da parte dell'ufficio delle imposte. Il fisco si era avvalso dei redditometri. Ma non basta. In relazione ad altre annualità aveva fondato una presunzione di maggior reddito sulle fideiussioni che il contribuente aveva prestato. Così lui aveva fatto ricorso alla ctp lamentando, prima di tutto, l'irretroattività dei redditometri. Ma sul punto aveva perso sia il primo che il secondo grado. Le cose erano andate diversamente sul fronte della presunzione di reddito. Infatti i giudici regionali avevano stabilito che prestare delle garanzie non vuol dire avere materialmente la disponibilità del denaro corrispondente. La Cassazione ha confermato.

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