Consulenza o Preventivo Gratuito

Mouse al posto del timbro

del 10/04/2010
di: di Antonio G. Paladino
Mouse al posto del timbro
Atti notarili con firma digitale. Il notaio, infatti, dovrà munirsi della firma digitale quale unico strumento operativo da utilizzare sia per formare che per trasmettere e conservare atti pubblici in formato informatico. Il repertorio informatico sostituirà progressivamente quello cartaceo, nonché gli altri libri e documenti oggi previsti dalla legislazione notarile.

Sono queste le novità contenute nello schema di decreto legislativo presentato ieri alla Camera (e sul quale la commissione giustizia dovrà esprimere il prescritto parere entro l'8 maggio 2010) che attua la previsione contenuta nell'articolo 65 della legge sulla competitività (n. 69/2009), in merito alle modificazioni da apportare all'ordinamento del notariato per quanto riguarda le procedure informatiche per la redazione dell'atto pubblico, nonché la tenuta dei repertori e la conservazione dei documenti notarili. Il ricorso alle procedure informatiche, si legge nella relazione illustrativa al testo, è un obiettivo che potrà così consentire ai soggetti privati di poter disporre degli atti anche su supporto informatico, mantenendo comunque integre tutte quelle garanzie di sicurezza e di conservazione del documento negoziale che sono proprie dell'atto notarile.

Lo schema innanzitutto prevede che il notaio, quale unico strumento operativo, debba munirsi della firma digitale (in quanto offre maggiori garanzie in termini di sicurezza). E questo sia per la formazione, che per la trasmissione e la conservazione del documento informatico. Ciò impone al notaio di dover rivolgersi ad appositi organismi certificatori, i quali, così prevede lo schema, dovranno obbligatoriamente attestare che, al momento del rilascio, lo stesso è iscritto a ruolo. Questo al fine «di porre i terzi in condizione di conoscere in ogni momento se il notaio è nell'esercizio delle sue funzioni».

Novità anche per i soggetti sottoscrittori degli atti. A differenza da quanto previsto per il notaio, chi interviene all'atto potrà anche sottoscrivere con «firma elettronica non qualificata». Ciò permetterà anche a chi non è in possesso di firma digitale, di sottoscrivere l'atto pubblico informatico. È ovvio che la firma non digitale è meno affidabile di quella digitale ma, come ammette lo schema in esame, tale gap viene superato dalla funzione del notaio, alla presenza del quale l'atto viene sottoscritto dalle parti.

L'utilizzo del sistema informatico comporterà la dotazione di un sistema di conservazione efficiente. A tal fine, posto che «è evidente la difficoltà per i singoli notai di dotarsi di una struttura autonoma che dia eccellenti garanzie», lo schema prevede che sia il Consiglio nazionale del notariato a dover creare tale struttura, le cui spese di funzionamento sono poste interamente a carico degli stessi notai.

Inoltre, operando un'aggiunta al testo della legge notarile (legge 16 febbraio 1913, n. 89), disponendo ai fini di semplificazione, lo schema prevede che la tenuta del repertorio informatico da parte del notaio sostituisca quello cartaceo, gli altri libri e indici, «attualmente previsti dalla legislazione notarile». Tutto questo però, per essere pienamente operativo, necessita di un decreto del guardasigilli.

vota