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Grande fratello sui professionisti

del 09/04/2010
di: Benedetta Pacelli
Grande fratello sui professionisti
Uno scudo contro le intimidazioni rivolte a commercialisti e avvocati. Come? Attraverso un osservatorio ad hoc per la tutela delle due categorie professionali più di altre esposte a rischi e che monitori gli episodi intimidatori e segnali alle autorità competenti situazioni di particolare criticità. Un nuovo strumento di controllo, quindi, frutto di un protocollo d'intesa tra il Dipartimento di pubblica sicurezza, il Consiglio nazionale dei commercialisti e quello forense e siglato ieri a Roma alla presenza del ministro dell'interno, Roberto Maroni e del sottosegretario Alfredo Mantovano, dal capo della polizia, Antonio Manganelli, e dai due presidenti di categoria Claudio Siciliotti e Guido Alpa. L'osservatorio avrà innanzitutto il compito di monitorare e analizzare gli episodi intimidatori ai danni delle due categorie che siano collegabili ad incarichi professionali ricevuti dall'autorità giudiziaria e in secondo luogo di segnalare alle autorità competenti tutte quelle situazioni che presentano profili di particolare criticità. L'Osservatorio, sarà diretto dal vice capo della polizia, si riunirà almeno una volta al mese e sarà costituito da esponenti di polizia, carabinieri, guardia di finanza e rappresentanti di avvocati e commercialisti. Proprio le due categorie che, svolgendo incarichi di particolare rilievo specialistico, come quelli di curatori fallimentari, revisori dei conti, delegati alle esecuzioni immobiliari, sono stati vittime di gravi episodi di violenza. Lo stesso presidente del Cndcec Claudio Siciliotti, nel ricordare i recenti casi di aggressione ai danni di professionisti che svolgono un incarico per conto dei magistrati, ha ribadito la necessità che «episodi del genere non si ripetano e l'osservatorio va proprio nella direzione di sostenere i professionisti nello svolgere le attività cui sono chiamati». «L'intesa di oggi», ha detto il ministro dell'interno Maroni, «è un altro passo nella direzione della sicurezza partecipata: questa volta coinvolgiamo il mondo delle professioni, con due categorie particolarmente esposte a rischi. Questo accordo il primo nel suo genere punta a rafforzare il circuito della legalità, a partire da chi svolge un'attività professionale su incarico della magistratura». Sulla stessa scia anche il sottosegretario Mantovano che ha osservato come «questo protocollo si inserisca nel rapporto di collaborazione fra il ministero dell'interno e gli ordini dei commercialisti e degli avvocati, categorie particolarmente esposte, i cui rischi è necessario che siano conosciuti per evitare altre tragedie e rendere i professionisti più sicuri nell'espletamento dei loro incarichi». «Questo protocollo», ha chiuso infine il numero uno del Cnf Guido Alpa, «è una prima risposta istituzionale alla necessità di tutela: è importante che governo e parlamento prestino attenzione a queste professioni che hanno particolari connotati pubblicistici».

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