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Ammissibili rivalutazioni limitate

del 09/04/2010
di: di Andrea Bongi
Ammissibili rivalutazioni limitate
Ammissibile una rivalutazione limitata soltanto ad alcune partecipazioni possedute dal contribuente così come la rideterminazione parziale rispetto a una singola quota sociale detenuta. La perizia di stima potrà essere redatta anche in momento successivo rispetto alla cessione della partecipazione a condizione però che il contribuente esponga le plusvalenze nella dichiarazione dei redditi soggiacendo al c.d. regime dichiarativo.

La perizia di stima dovrà essere redatta da uno dei professionisti abilitati e giurata entro il 31 ottobre 2010 presso la cancelleria del Tribunale, l'ufficio di un giudice di pace o un notaio.

Sono questi alcuni dei chiarimenti sulla riapertura dei termini per la rideterminazione del valore fiscale delle partecipazioni non quotate concessa dall'articolo 2, comma 229 della legge n. 191/2009 (c.d. Finanziaria 2010), contenute nella circolare n.7 del 31 marzo scorso dell'Associazione italiana dottori commercialisti ed esperti contabili di Milano.

La finalità della disposizione che riapre i termini della rivalutazione, si legge nel documento dell'associazione, è tendenzialmente quello di evitare ai contribuenti l'applicazione sul “plusvalore latente” della partecipazione maturato alla data del 1° gennaio 2010, dell'imposta sul reddito delle persone fisiche tramite l'assolvimento di un imposta sostitutiva da applicarsi sull'intero valore della partecipazione.

Naturalmente la possibilità di accedere alla rivalutazione non è concessa a tutti i contribuenti ma soltanto alle persone fisiche e agli enti non commerciali residenti per operazioni che non rientrano nel regime d'impresa, le società semplici ed equiparate, i soggetti non residenti privi di una stabile organizzazione in Italia per i quali le plusvalenze da cessione della suddette partecipazioni darebbero luogo a plusvalenze assoggettabili all'Irpef.

Potranno inoltre formare oggetto di rivalutazione anche le partecipazioni intestate ad una società fiduciaria a condizione però che il fiduciante rientri tra i soggetti ai quali è consentita la rideterminazione del costo o del valore di acquisto sopra elencati.

Da un punto di vista oggettivo il costo di acquisto dei titoli, delle quote e dei diritti non negoziati in mercati regolamentati potrà essere determinato in misura pari al valore della corrispondente frazione di patrimonio netto della società partecipata alla data di riferimento (1/1/2010).

Il costo della perizia di stima della partecipazione, ricorda la circolare in commento, se commissionata e predisposta per conto della stessa società partecipata, potrà essere dedotto dal suo reddito d'impresa in cinque quote annuali costanti a decorrere dall'esercizio di sostenimento del costo stesso (2010).

Nell'ipotesi in cui un soggetto detenga più partecipazioni potrà procedere alla rivalutazione soltanto di alcune di esse senza dover necessariamente procedere alla rideterminazione del costo di tutte le quote dallo stesso detenute. Allo stesso modo è possibile rivalutare anche soltanto parzialmente una singola quota di partecipazione. In questa ultima ipotesi l'individuazione dell'aliquota dell'imposta sostitutiva applicabile (2 o 4%) dovrà avvenire sulla base della natura qualificata o meno dell'intera partecipazione e non facendo riferimento soltanto alla frazione che si intende rivalutare.

Per quanto attiene invece alla perizia la circolare ricorda come la stessa deve in ogni caso avere ad oggetto l'intero patrimonio della società alla data del 1° gennaio 2010, indipendentemente ed a prescindere dalla circostanza che solo alcuni dei soci intendano accedere alla rivalutazione delle loro quote.

Nella perizia di stima si dovranno inoltre indicare: le premesse e le finalità della rivalutazione, l'oggetto della valutazione (azienda), i dati identificativi, una breve cronistoria dell'attività e i criteri di valutazione adottati, la descrizione dei singoli beni e del valore agli stessi attribuito nonché il risultato finale delle operazioni compiute ovvero la stima del patrimonio sociale. Quanto al versamento dell'imposta sostitutiva la circolare dell'associazione ricorda che il mancato pagamento dell'imposta sostitutiva o della prima rata comporta l'impossibilità di ottenere il riconoscimento fiscale del valore di perizia mentre, di contro, l'omesso versamento delle rate successive alla prima non inficia l'efficacia tributaria della rideterminazione di valore. Rate successive alla prima che, se omesse, potranno anche formare oggetto di ravvedimento operoso da parte del contribuente.

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