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Contro gli evasori stoccata Usa

del 09/04/2010
di: La Redazione
Contro gli evasori stoccata Usa
Nuova stoccata dell'America contro gli evasori fiscali con conti in Svizzera. Archiviata l'operazione Ubs, il Fisco a stelle e strisce è partito alla carica di un'altra banca simbolo dell'imperialismo finanziario elvetico, Credit Suisse. Dopo aver raccolto informazioni sulle pratiche di evasione fiscale da parte di 15 mila cittadini americani che si sono autodenunciati all'Irs (l'Agenzia delle entrate Usa) nell'ambito dell'amnistia conclusasi nei mesi scorsi, gli esperti di Washington hanno incrociato i dati arrivando alla conclusione che Credit Suisse, insieme con altre banche, sarebbe coinvolta in pratiche scorrette di sostegno all'evasione fiscale internazionale. La conferma è arrivata direttamente dal numero uno dell'Agenzia delle entrate Usa, Doug Shulman, che senza fare nomi ha lasciato intendere che nei prossimi giorni partirà una nuova operazione di ripulisti diretta al mercato finanziario dello scudo crociato con l'intento di identificare quali banche hanno aiutato i clienti a sottrarre denaro al Fisco americano. Immediata la smentita di Credit Suisse secondo cui non esisterebbe alcuna inchiesta contro la banca da parte delle autorità fiscali americane. Lo scorso anno, una manovra simile da parte di Washington diretta contro Ubs si era conclusa con la decisione della banca di fornire all'Irs i nominativi di 4.450 cittadini americani in possesso di un conto segreto in Svizzera. Numero, questo, ben inferiore rispetto ai 45 mila nominativi richiesti inizialmente dal Fisco a stelle e strisce. Ma i problemi di Credit Suisse non si limitano soltanto all'America. L'autorità di sorveglianza dei mercati finanziari britannica (Fsa) ha comminato al colosso bancario una multa di 1,75 milioni di sterline per la trasmissione erronea di alcuni dati riguardanti transazioni alla borsa di Londra relativi agli anni 2007 e 2008. Insieme a Credit Suisse, nel mirino dell'Fsa sono entrate anche le società di intermediazione finanziaria, Getco e Instinet che globalmente saranno tenute a versare una sanzione di 2,45 milioni di pound. Immediata la reazione di Credit Suisse che per bocca di un portavoce ha fatto sapere che «si è trattato soltanto di errori di natura tecnica passati inosservati per un certo periodo di tempo agli occhi dei responsabili». Nonostante questo, la banca ha confermato di aver sempre cooperato con le autorità di vigilanza.
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