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Un boom di segnalazioni

del 09/04/2010
di: Pagina a cura di Gabriele Frontoni
Un boom di segnalazioni
Boom di segnalazioni antiriciclaggio in Svizzera nel 2009. E l'Italia fa l'en plein. L'ufficio federale preposto al controllo dei casi sospetti di riciclaggio segnalati dalle banche o dalle società finanziarie (Mros) ha segnato lo scorso anno un record storico arrivando a registrare 896 comunicazioni, il 5,3% in più rispetto al 2008. Ma non è tanto il valore assoluto a lasciare perplessi. Quanto piuttosto l'importo dei beni coinvolti e i paesi di provenienza dei capitali segnalati. Alla fine del 2009, i beni patrimoniali oggetto di indagine da parte delle autorità elvetiche hanno toccato i 2,23 miliardi di franchi, riconducibili per lo più ad alcune grandi operazioni. «In due segnalazioni sussiste il sospetto che si tratti di truffa su investimenti e di manipolazione dei corsi in cui sarebbero implicati 725 milioni di franchi», hanno spiegato gli esperti del nucleo antiriciclaggio di Berna. «Altre due comunicazioni riguarderebbero beni patrimoniali per oltre 100 milioni di franchi. Una relativa a un presunto caso di appropriazione indebita compiuta all'estero, e l'altra un sospetto di truffa». Ma quali sono i paesi coinvolti in questi reati? Al di là delle segnalazioni interne alla Svizzera, che costituiscono il 36% del totale, quello che salta all'occhio è la preponderanza di casi italiani. Su un totale di 896 segnalazioni, infatti, le segnalazioni riguardanti la Penisola sono salite nel 2009 a 103, più del doppio rispetto a un anno prima (46 nel 2008). Ma ancora più impressionante è il distacco dell'Italia dagli altri paesi del Vecchio continente. Le segnalazioni di antiriciclaggio che hanno coinvolto persone o società domiciliate in Francia, infatti, lo scorso anno sono state appena 58. Ancora meno i casi sospetti provenienti dalla Germania (34) o quelli legati al Regno Unito (31). E cosa dire delle segnalazioni relative al sospetto finanziamento del terrorismo. In tutto il 2009 il loro numero si è fermato appena a 7, con un importo complessivo insignificante: 9.500 franchi. «Si tratta dell'ennesima conferma che il finanziamento del terrorismo è caratterizzato dal trasferimento di piccole somme di denaro», hanno spiegato gli analisti dell'Ufficio antiriciclaggio svizzero secondo cui soltanto 2 delle 7 comunicazioni sono riconducibili alle liste ufficiali di terroristi. Ma da dove arrivano le segnalazioni raccolte dal Mros? Due terzi di tutte le comunicazioni sono pervenuti dal settore bancario, mentre il resto riguarda il settore del trasferimento di fondi (servizi finanziari e money transfer).
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