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Telemarketing? Con l'operatore

del 09/04/2010
di: di Antonio Ciccia
Telemarketing? Con l'operatore
Bocciato il telemarketing senza operatore. Le chiamate telefoniche con sistemi automatizzati richiedono sempre il consenso dell'interessato. Anche con il sistema che partirà dopo il 25 maggio 2010, data prevista per l'applicazione delle modifiche introdotte dal decreto legge n. 135/2009, convertito con modificazioni dalla legge n. 166/2009. Si tratta dell'istituzione del registro in cui si deve iscrivere chi non vuole avere telefonate pubblicitarie e della possibilità di fare promozione telefonica destinata a chi non è iscritto nel registro stesso. Rimane chiusa invece la porta al telemarketing con sistemi automatizzati anche nei confronti di chi non è iscritto nel registro. Questa l'interpretazione accreditata dalla circolare Assonime n. 12 del 7 aprile 2010, dedicata a «telemarketing e tutela dei dati personali contenuti in elenchi telefonici».

Dopo avere analizzato la normativa la circolare punta alla principale questione interpretativa relativa alle nuove disposizioni introdotte dal citato decreto legge nell'articolo 130 del codice della privacy: e cioè quale sia la portata oggettiva della deroga al principio del preventivo consenso dell'interessato per il trattamento di telemarketing «mediante l'impiego del telefono». La nuova disciplina, illustra la circolare, elimina senz'altro la necessità del consenso per le telefonate con intervento dell'operatore.

Rimane il problema dell'applicabilità della deroga ai sistemi automatizzati di chiamata. Secondo Assonime la deroga all'obbligo del consenso preventivo dell'interessato potrebbe invece risultare incompatibile con la disciplina comunitaria, che, appunto, queste ipotesi richiede il consenso preventivo degli abbonati.

A sostegno di questa impostazione boccia telemarketing automatizzato la circolare richiama il codice del consumo. L'articolo 58 del codice del consumo, modificato sempre dall'articolo 20-bis del decreto legge n. 135/2009 con un richiamo alla nuova disciplina dell'articolo 130 del codice della privacy, distingue infatti nettamente tra il trattamento effettuato mediante l'impiego del telefono e quello realizzato con sistemi automatizzati di chiamata senza l'intervento dell'operatore.

L'interpretazione più corretta è, dunque, quella in base alla quale il regime di opt-out per l'utilizzo dei dati contenuti negli elenchi degli abbonati consultabili da chiunque si applica solo alle telefonate con operatore.

L'articolo 20-bis del decreto legge n. 135/2009, convertito con modificazioni dalla legge n. 166/2009, ha, infatti, inserito tre nuovi commi all'articolo 130 del codice della privacy (commi 3-bis, 3-ter e 3-quater), che per alcune ipotesi prevedono il passaggio dal sistema del consenso preventivo (opt-in) al sistema basato sul diritto di opposizione dell'interessato (opt-out). Il trattamento dei dati personali relativi agli abbonati contenuti negli elenchi cartacei o elettronici a disposizione del pubblico mediante l'impiego del telefono, per finalità di invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale è consentito nei confronti di chi non abbia esercitato il diritto di opposizione. Non è quindi necessario il consenso preventivo, ma è sempre possibile il dissenso a posteriori. Il diritto di non essere chiamato prima di ricevere la telefonata può essere esercitato iscrivendosi nel registro delle opposizioni, che deve ancora essere istituito e su si esso vigilerà il garante della privacy.

Fino all'istituzione del registro delle opposizioni, e comunque non oltre il 25 maggio 2010, resta in vigore il provvedimento del garante del 12 marzo 2009, adottato in attuazione dell'articolo 129 del codice, che disciplina la possibilità di utilizzare, senza consenso, le banche dati costituite sulla base di elenchi telefonici formati prima del 1° agosto 2005.

Va aggiunto che l'iscrizione nel registro delle opposizioni è necessaria anche per chi abbia manifestato il dissenso a ricevere pubblicità negli elenchi telefonici. Quello che conta è l'inserimento nel registro delle opposizioni: se manca tale iscrizione è ammesso il telemarketing.

Peraltro la circolare segnala che la materia è molto delicata: non a caso la Commissione europea ha avviato la prima fase di un procedimento di infrazione nei confronti dell'Italia per mancata osservanza della normativa comunitaria proprio puntando il dito sulla disciplina delle banche dati costituite prima del 2005 e sulle nuove disposizioni in materia di telemarketing che prevedono il passaggio a un sistema di opt-out.

In materia di telemarketing si deve ricordare una possibilità con la posta elettronica: quando una persona fisica o giuridica ottiene dai suoi clienti le coordinate di posta elettronica nel contesto della vendita di un prodotto o servizio può utilizzare tali coordinate elettroniche a scopi di commercializzazione diretta di propri analoghi prodotti o servizi, a condizione che ai clienti sia offerta in modo chiaro e distinto al momento della raccolta delle coordinate elettroniche e a ogni messaggio la possibilità di opporsi, gratuitamente e in maniera agevole all'uso di queste coordinate, quando il cliente non abbia rifiutato inizialmente tale uso.

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