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Casse divise. Ora e per sempre

del 08/04/2010
di: Pagina a cura di Ignazio Marino
Casse divise. Ora e per sempre
Il confronto fra le casse dei dottori e dei ragionieri per studiare una sola previdenza dei commercialisti nell'era dell'albo unico arriva al capolinea. Quel che resta della volontà di continuare a cercare una soluzione dovrà fare i conti con l'assoluta sfiducia di chi vede l'istituto pensionistico dei ragionieri condannato al fallimento nel giro di pochi anni. A cominciare dai dottori, che ieri al presidente del consiglio nazionale Claudio Siciliotti hanno spiegato nei dettagli perché questo matrimonio fra enti non si può fare. Siciliotti, che a fine pomeriggio non ha voluto commentare l'esito dell'incontro, aveva convocato per ieri i due presidenti presso la sede dell'ordine per ascoltare le loro ragioni e per tentare un'ultima mediazione fra le posizioni in campo. Sperando di arrivare in un futuro non troppo lontano al completamento dell'unificazione dei commercialisti iniziata nel 2005.

Ma le parole di Walter Anedda, numero uno dell'ente dottori, non lasciano alcun dubbio: «Abbiamo illustrato, numeri alla mano, gli elementi che ci portano in maniera inequivocabile a considerare insussistente la sostenibilità di Cassa Ragionieri, elementi ancora più rilevanti perché derivati da una lettura e analisi comparata dei dati contenuti nei Bilanci Tecnici e Civilistici via via elaborati da quell'ente. L'esame che abbiamo condotto», aggiunge, «evidenzia come il disequilibrio trae origine da cause ben antecedenti il varo dell'Albo Unico, prima tra le quali la perdita di iscrizioni registrata negli anni dal 1998 al 2007. Nella sostanza c'è il rischio concreto che entro i prossimi vent'anni la Cassa Ragionieri non riesca, nemmeno attraverso la liquidazione del relativo patrimonio, a far fronte agli impegni pensionistici maturati al 31 dicembre 2003 col sistema retributivo, risultando oltretutto in formazione un progressivo deficit anche sulla gestione previdenziale a contributivo. Riteniamo, a questo punto, che il processo di valutazione condotto negli anni si sia esaurito, date le chiare e oggettive risultanze che ne sono derivate. Sarà molto più utile», conclude Anedda, «dedicare tempo a perseguire altri obiettivi che possano accomunare le due Casse e lo stesso Consiglio Nazionale con tutte le sinergie che da una azione congiunta possono derivare: è da qui che possono originare contributi per un assetto previdenziale del comparto che, mantenendo la separazione delle due Casse, ne assista sostenibilità e relazioni in coerenza con le rispettive caratteristiche».

Non demorde Paolo Saltarelli. Per il presidente dell'istituto dei ragionieri la soluzione non si troverà finché non ci si metterà a confronto davanti ad un tecnico terzo per esaminare i due bilanci standard elaborati con criteri comuni. «Noi abbiamo portato e lasciato un documento», replica Saltarelli, «che dimostra che non temiamo il confronto e che la strada per una previdenza unica dei commercialisti, numeri alla mano, è percorribile. I dottori hanno illustrato un loro documento ma non lo hanno lasciato. Ancora una volta non hanno voluto far entrare nessuno nei loro conti. Mi chiedo quindi cosa hanno da nascondere. Ad ogni modo a giugno ci sarà un nuovo incontro». Resta da capire, a questo punto, di cosa si dovrà parlare.

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