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Nuovi esperti per dare aiuti hi-tech

del 08/04/2010
di: di Roberto Lenzi
Nuovi esperti per dare aiuti hi-tech
Aggiornato l'albo degli esperti in materia di innovazione tecnologica. Da questo albo attingono regioni e ministeri per scegliere i tecnici che devono valutare il livello di innovazione dei progetti presentati sui bandi di contributi a sostegno della ricerca e sviluppo. Le domande, dopo aver passato una prima valutazione formale, vengono sottoposte ad una verifica per validare l'idea progettuale dal punto di vista dell'innovazione. È in questa che intervengono gli esperti inseriti nell'albo. L'elenco, gestito dal ministero dello Sviluppo economico, interessa le agevolazioni per l'innovazione tecnologica, riconducibili principalmente alla legge 46/82 e al dm 593/2000, fra cui anche il bando in scadenza al 09 aprile 2010 relativo al Pon. L'albo viene spesso utilizzato anche nell'ambito dei procedimenti di istruttoria di agevolazioni regionali, da parte degli enti che curano la gestione degli incentivi all'innovazione. L'albo è stato istituito dal dm 7 aprile 2006 ed è sottoposto ad aggiornamenti periodici in base alle domande di iscrizione che pervengono continuamente dagli esperti interessati. Questo aggiornamento, il cui decreto è datato 30 marzo 2010, riguarda l'inserimento nell'albo di venti nuovi esperti valutatori, che portano il totale degli iscritti a 477. Lo scopo dell'albo è quello di fornire un elenco di esperti in settori specifici che possono essere incaricati di volta in volta al fine di fornire un parere tecnico specifico relativamente ad un progetto di ricerca, sviluppo e/o innovazione, considerando ovviamente che gli enti istruttori non hanno in organico competenze di tale livello tecnico. I bandi prevedono infatti che, per lo svolgimento dell'istruttoria amministrativa, finanziaria e tecnico-economica, il ministero si avvalga del soggetto convenzionato, generalmente una banca concessionaria, anche ricorrendo al supporto di esperti esterni, scelti tra quelli iscritti all'albo, di cui al decreto ministeriale 7 aprile 2006.

Le agevolazioni interessate. Gli esperti sono chiamati a valutare progetti di ricerca industriale e sviluppo precompetitivo presentati da imprese industriali produttrici di beni e/o servizi, imprese di trasporto, imprese agro-industriali, imprese artigiane di produzione, centri di ricerca con personalità giuridica autonoma, consorzi. Si tratta di programmi relativi ad attività di sviluppo sperimentale che possono comprendere anche attività non preponderanti di ricerca industriale. Per attività di sviluppo sperimentale si intendono quelle rivolte alla concretizzazione dei risultati della ricerca industriale mediante le fasi di progettazione e realizzazione di progetti pilota e dimostrativi, nonché di prototipi, finalizzate a nuovi prodotti, processi o servizi ovvero ad apportare modifiche sostanziali a prodotti e processi produttivi purché tali interventi comportino sensibili miglioramenti delle tecnologie esistenti; rientra nello sviluppo sperimentale la realizzazione di prototipi utilizzabili per scopi commerciali e di progetti pilota destinati a esperimenti tecnologici e/o commerciali, quando il prototipo è necessariamente il prodotto commerciale finale e il suo costo di fabbricazione è troppo elevato per poterlo usare soltanto a fini di dimostrazione e di convalida. L'eventuale, ulteriore sfruttamento di progetti di dimostrazione o di progetti pilota a scopo commerciale comporta la deduzione dei redditi, così generati, dai costi ammissibili. Lo sviluppo sperimentale non comprende tuttavia le modifiche di routine o le modifiche periodiche apportate a prodotti, processi di fabbricazione, servizi esistenti e altre operazioni in corso, anche quando tali modifiche rappresentino miglioramenti. Per attività di ricerca industriale si intendono quelle rivolte ad acquisire nuove conoscenze, da utilizzare per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi o permettere un notevole miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti. Comprende la creazione di componenti di sistemi complessi, necessaria per la ricerca industriale, in particolare per la validazione di tecnologie generiche, ad esclusione dei prototipi. Le direttive di accesso alle agevolazioni per l'innovazione tecnologica, prevedono una valutazione sul progetto volta ad analizzare la validità degli obiettivi intermedi e finali del programma sotto il profilo tecnologico anche dal punto di vista del comparto, la capacità tecnico-scientifica ad assicurare la corretta esecuzione delle attività del programma tenuto conto anche delle pregresse attività del richiedente. L'istruttoria consente di accedere ai contributi sotto forma di finanziamento agevolato o contributo in conto interesse, accompagnato da un contributo a fondo perduto.

Modalità di iscrizione all'albo. Si possono iscrivere all'albo professori universitari di ruolo, dirigenti di ricerca o primi ricercatori di enti pubblici di ricerca, altri soggetti di alta qualificazione e documentata esperienza tecnico-scientifica almeno decennale. La domanda, completa di curriculum vitae del soggetto, deve essere trasmessa al Ministero dello Sviluppo Economico, utilizzando la modulistica approvata con il dm 7 aprile 2006.

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