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il fisco degli altri

del 08/04/2010
di: La Redazione
il fisco degli altri
Via dai paradisi fiscali. Bnp Paribas e Société Générale hanno mantenuto i propri impegni dicendo addio alle operazioni gestite fino a oggi nei centri offshore. L'operazione è arrivata in extremis. I colossi finanziari francesi avevano, infatti, assicurato al governo di Parigi la chiusura dei propri uffici dislocati nelle giurisdizioni inserite nella lista grigia dell'Ocse entro il 31 marzo 2010. Bnp Paribas ha annunciato la conclusione di un accordo per il trasferimento a Scotiabank delle sue attività a Panama, nelle isole Bahamas e a Grand Cayman. Mentre Société Générale ha avviato le pratiche per chiudere nel più breve tempo possibile le posizioni a Panama, Brunei e Filippine. Diversa la posizione di Crédit Agricole che ha rassicurato l'Eliso di non avere alcuna branch o ufficio nei paesi inseriti nella lista grigia dell'Ocse.

L'incubo dei paperoni britannici è diventato realtà. A un mese di distanza dalle elezioni politiche, è entrata in vigore la tassa del 50% sui redditi di chi guadagna più di 150 mila sterline l'anno. Nel mirino della «tassa sui ricchi» entreranno 300 mila persone che porteranno nelle casse dello Stato un extra gettito di 2,4 miliardi di sterline. L'aggravio fiscale per i cittadini più facoltosi ha sollevato molte polemiche all'interno del paese. «Nel breve periodo, questo provvedimento farà raccogliere poche tasse in più, o addirittura nulla», ha dichiarato un portavoce dell'Institute of directors, un ente che rappresenta l'imprenditoria britannica. «Nel medio e lungo periodo, invece, le entrate per il fisco potranno addirittura ridursi. E questo, perché molte persone e imprese decideranno di trasferire all'estero la propria residenza per evitare l'aumento di imposta».

Taglio dell'Iva in vista per i servizi di ristorazione svizzeri. È quanto richiesto dalla Federazione degli esercenti e albergatori (Gastrosuisse) elvetica che ha iniziato una raccolta di firme (che si concluderà il 7 ottobre 2011) per convincere il governo ad abbattere l'Iva sui ristoranti dall'attuale 7,6% fino al 2,4%, in linea con le bevande non alcoliche e i prodotti alimentari venduti al dettaglio.

In Perù ritorna l'imposta sulle importazioni di cemento. La Corte costituzionale di Lima ha approvato la reintroduzione di un dazio del 12% sull'import di cemento a distanza di due anni da quando il ministero del commercio aveva abolito l'imposta con lo scopo di abbattere i costi di ricostruzione delle zone colpite dal sisma, all'indomani del terremoto di Pisco.

a cura di Gabriele Frontoni

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