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Diecimila italiani in lista

del 08/04/2010
di: di Gabriele Frontoni
Diecimila italiani in lista
Diecimila italiani nella lista di evasori fiscali in possesso della Francia. La procura di Torino ha promosso una rogatoria internazionale indirizzata al procuratore generale di Nizza, Eric de Montgolfier, per mettere le mani sulle identità di diverse migliaia di cittadini della Penisola (10 mila dicono fonti vicine alla Pretura), che avrebbero aperto conti correnti segreti nella filiale ginevrina di Hsbc, in Svizzera. La lista sarebbe stata recapitata nei mesi scorsi alle autorità fiscali di Nizza da parte di Hercé Falciani, un ex tecnico informatico del colosso bancario elvetico, che tra la fine del 2006 e l'inizio del 2007 avrebbe collezionato un elenco di ben 24 mila nominativi di cittadini stranieri che si servivano di conti correnti svizzeri per mettere al riparo i propri capitali dai tentacoli del Fisco del proprio paese. Di questi 24 mila nominativi, tuttavia, 9 mila riguarderebbero conti correnti ormai estinti. La vicenda ha aperto una falla nei rapporti diplomatici tra Francia e Svizzera nonostante le autorità di Parigi si fossero affrettate a ribadire che l'elenco di nominativi sarebbe entrato nelle loro mani senza l'esborso di un solo euro. All'indomani dello stop all'accordo di cooperazione fiscale dettato da Berna nei confronti di Parigi come ritorsione alla lista Falciani, l'ex collaboratore italo-francese di Hsbc si è mostrato alle telecamere della tv pubblica francese per ribadire di aver agito soltanto per questioni morali, dopo aver scoperto che il sistema applicato dalla banca permetteva di aggirare tasse, prelievi e Iva. Ma per riportare il sereno nelle relazioni tra i due paesi è servito ben altro che una semplice rassicurazione da parte dell'Eliseo o una dichiarazione televisiva di Falciani. Le autorità francesi hanno, infatti, dovuto perquisire l'abitazione dell'attuale collaboratore di giustizia, al momento residente in Provenza, e inviare a Berna l'intera documentazione rinvenuta nella casa. Compresa la lista dei 24 mila nominativi. Diecimila dei quali, poco meno di un terzo, riconducibili ad altrettanti italiani. Quanti di questi nomi appartengano ai 9mila conti correnti ormai estinti e quanti ancora siano invece ancora attivi, non è dato di sapere. Bocche cucite, per il momento, a Torino, dove la procura guidata da Giancarlo Caselli, non ha voluto né smentire né confermare l'invio di una rogatoria internazionale. Notizia filtrata invece da ambienti vicini al tribunale di Nizza. Se la notizia venisse confermata, non si tratterebbe, tuttavia, del primo caso di indagini fiscali emerse sulla scorta di informazioni ottenute dal Fisco italiano grazie all'utilizzo delle famose liste nere di evasori fiscali acquistate da Paesi stranieri. L'ultima volta risale al 2008 quando le autorità tedesche, sborsando 4,5 milioni di euro, riuscirono a impossessarsi di un cd contenente migliaia di dati relativi a cittadini stranieri in possesso di conti segreti presso la banca Lgt del Liechtenstein. In quel caso Berlino si prestò a girare alle autorità di Roma un elenco di 100 evasori del Fisco nell'ambito dei normali trasferimenti di informazioni sulla base degli accordi internazionali vigenti. Ma stavolta, il numero di contribuenti coinvolti, se confermato, potrebbe stracciare tutti i record passati.

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