Consulenza o Preventivo Gratuito

Le risultanze di Gerico non danno (da sole) rettifica

del 08/04/2010
di: Valerio Stroppa
Le risultanze di Gerico non danno (da sole) rettifica
Gli effetti dell'importante sentenza delle Sezioni unite della Cassazione in tema di studi di settore continuano a riverberarsi in giudizio. Le risultanze di Gerico non possono portare da sole alla rettifica del reddito dichiarato del contribuente, ma lo scostamento dei ricavi dichiarati dai parametri degli studi va comprovato con dati certi e documentati. È quanto ha disposto la Ctp di Genova con la sentenza n. 67/03/10, depositata il 10 marzo scorso, che ha annullato l'avviso di accertamento emesso dall'ufficio del capoluogo ligure nei confronti di un agente di commercio. L'Agenzia ha contestato maggiori Iva, Irpef e Irap a seguito dell'applicazione degli studi di settore con riferimento all'anno 2004: a fronte di un ricavo desumibile da Gerico pari a 46 mila euro, infatti, i ricavi dichiarati erano stati di 39 mila. Il contribuente si giustificava sottolineando che egli lavorava per un'unica società e non era per lui possibile riscuotere le provvigioni non fatturate; inoltre, l'agente si era dichiarato disponibile a presentare al fisco tutti i registri contabili (giustificazione non accolta dall'amministrazione finanziaria), evidenziando peraltro come nelle annualità successive a quella oggetto di verifica, tra il 2005 e il 2007, il reddito dichiarato era stato sempre crescente (fino ad arrivare a 57 mila euro). Nel merito della controversia, la Ctp di Genova osserva che la stessa Agenzia delle entrate, con la circolare n. 5/E del 2008, aveva precisato che le motivazioni dell'accertamento basato sullo studio di settore devono essere esplicitate chiaramente dall'ufficio, con dati precisi e provanti. A questo proposito, è intervenuta di recente la Cassazione con la citata sentenza n. 26635 del 10 dicembre 2009 (si veda ItaliaOggi del 19 dicembre 2009), con la quale le Sezioni unite hanno stabilito che l'elaborazione statistica degli studi non possono assumere in via automatica valenza ai fini della rettifica del reddito dichiarato dal contribuente; invece, lo scostamento, si legge nella sentenza dei giudici tributari liguri, si configura come «un mezzo di accertamento e non di determinazione della base imponibile, con natura di presunzione semplice». Pertanto, ritenendo in questo caso che l'ufficio si è limitato a evidenziare lo scostamento aritmetico dello studio di settore, senza tuttavia provare con dati certi che il contribuente abbia effettuato una dichiarazione infedele per l'anno 2004 omettendo di indicare tutti i ricavi conseguiti, la Ctp accoglie le ragioni del contribuente, bocciando l'accertamento.

vota