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Gli odini plaudono ad Alfano. I consumatori no

del 07/04/2010
di: La Redazione
Gli odini plaudono ad Alfano. I consumatori no
La legge Bersani della discordia. Quella che gli ordini professionali hanno subito come un gravissimo affronto, ma che le associazioni dei consumatori hanno, invece, visto come una manna dal cielo per la tutela del cittadino.

Fra i netti oppositori c'è Marina Calderone, presidente del Cup, (il Comitato unitario delle professioni) e del Consiglio nazionale dell'ordine dei consulenti del lavoro, certa che la riforma delle professioni non si debba «limitare all'abrogazione delle norme introdotte dalla legge Bersani, come quella che eliminava la tariffa minima per i professionisti, ma andare oltre e chiarire per esempio che il professionista intellettuale è solo quello che ha superato un esame di stato». Plaude all'iter tracciato dal Guardasigilli Maurizio De Tilla, alla guida dell'Oua (Organismo unitario dell'avvocatura): «Occorre abrogare tutte quelle norme punitive contro le professioni contenute nella legge Bersani, a partire, solo per fare un esempio, da quelle sulle tariffe minime la cui abolizione ha avuto una sola conseguenza: danneggiare i giovani professionisti», lodando Alfano perché «ha lanciato un messaggio chiaro, dimostrando che non subisce i condizionamenti dei poteri forti». Dal vertice di Confprofessioni c'è Gaetano Stella a manifestare la sua gioia per l'imminente restyling, giacché, dichiara, «dopo decenni di immobilismo e di provvedimenti a senso unico che hanno penalizzato professionisti e cittadini, Confprofessioni accoglie con grande interesse l'iniziativa del ministro della Giustizia di convocare gli Stati generali delle professioni per arrivare a definire uno Statuto che non sia punitivo per un comparto strategico che contribuisce in maniera determinante alla ricchezza del Paese». E spiega: «Non pensiamo tanto alle tariffe, ma ai tempi di incasso delle prestazioni professionali che nel settore pubblico si sono dilatati oltre i 90-120 giorni, mentre nel settore privato c'è un'assoluta mancanza di liquidità». Pollice in su anche da parte del deputato Pierluigi Mantini, membro della consulta professioni dell'Udc. I centristi, osserva il parlamentare, sosterranno il ripristino delle tariffe minime in alcuni settori, «tariffe sempre negoziabili in base al risultato, ai tempi, alle garanzie per l'utente. È importante», incalza Mantini, «affermare la concorrenza nella qualità e non solo sul prezzo più basso, secondo criteri europei», mentre Benedetto Della Vedova (deputato liberal del Pdl) parla di un'opera di revisione che « non deve tutelare lo status quo ma porsi l'obiettivo di ampliare spazi per le forme di imprenditorialità».

Sull'altro lato della barricata (politica) c'è il Partito democratico – di cui per ironia della sorte l'ex ministro Bersani è dal 2009 il leader – che con Stefano Fassina, responsabile Economia e Lavoro della segreteria, e Andrea Orlando, presidente del forum giustizia, sottolinea come Alfano invece di «destrutturare le riforme già compiute, magari puntando a simboliche rivincite alla ricerca di facili consensi, ci dica come intende garantire la trasparenza del mercato e insieme più ampi spazi di accesso alle nuove generazioni di professionisti. E agli Stati generali», chiosano i democratici, «inviti anche i rappresentanti delle professioni non raccolte in un ordine». Folto lo schieramento dei consumatori che vuol mantenere lo status quo della Bersani. Fra le associazioni, ci sono Adusbef e Federconsumatori che intendono contrastare «ogni iniziativa corporativa tendente a riportare il nostro Paese indietro di anni con gravi conseguenze dal punto di vista economico e sociale, che poi pagheranno i cittadini».

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