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Nessuna fuga dal quadro RW

del 07/04/2010
di: di Duilio Liburdi
Nessuna fuga dal quadro RW
Scudo fiscale una finestra sulle possibili vicende post 30 aprile quando l'operazione chiuderà i battenti: la presentazione della dichiarazione riservata protegge da accertamento sino a concorrenza degli importi sanati mentre, per i soggetti che non hanno aderito alla sanatoria, scattano gli obblighi generalizzati di indicazione in RW nelle prossime dichiarazioni dei redditi.

Si avvicina ormai la data del 30 aprile che rappresenta, come noto, l'ultima scadenza possibile per accedere allo scudo fiscale per effetto di quanto previsto dal decreto legge n. 194 del 2009. La medesima data dovrà essere osservata da quei contribuenti che possono avvalersi delle speciali disposizioni introdotte dallo stesso decreto e che riguardano, esclusivamente, i conti correnti esteri sui quali sono affluiti i proventi da lavoro o da pensione per l'attività svolta oltre frontiera. Di fatto, tale seconda ipotesi è assimilabile ad un ravvedimento operoso semplificato ed a costo ridotto.

Le vicende successive allo scudo. Una volta perfezionati gli adempimenti legati alla presentazione della dichiarazione riservata ed al pagamento dell'imposta straordinaria, appare opportuno ricordare come, quanto evidenziato nella dichiarazione stessa rappresenta la copertura ai fini dei successivi accertamenti. Più volte l'amministrazione finanziaria ha sottolineato come la copertura di specie opera in modo sostanzialmente automatico senza che vi sia una diretta correlazione tra quanto accertato e quanto sanato e, dunque, la correlazione in questione è sufficiente che sia assunta in modo astratto. In linea di principio, i comparti impositivi interessati dalla copertura dovrebbero essere tutti, senza alcun dubbio ai fini delle imposte sui redditi e con qualche problematica ancora completamente da chiarire con riferimento all'Iva in mancanza di una espressa indicazione in tal senso da parte dell'amministrazione finanziaria. Vi è però da rammentare come la circolare n. 3 del 2010 abbia sottolineato in modo molto puntuale come «gli effetti previsti dall'articolo 14, comma 1, lettera a), del decreto legge n. 350 del 2001, richiamato dall'articolo 13bis del decreto legge n. 78 del 2009, si producono automaticamente e in modo indifferenziato sui maggiori imponibili eventualmente non assoggettati a tassazione dal contribuente, ma operano al di fuori di una procedura di accertamento di evasione fiscale connessa con gli imponibili stessi. Ciò trova conferma nella circostanza che, diversamente da quanto previsto per i condoni di cui alla legge 23 dicembre 2002, n. 289, il pagamento dell'imposta straordinaria non è in alcun modo rapportato ad una percentuale dell'ammontare di maggiori imponibili accertati». Ulteriore passaggio di questa circolare era riferito alla illustrazione delle differenziazioni tra scudo fiscale e condoni con la contemporanea indicazione in merito al fatto che sono fatte salve «la conformità alle disposizioni comunitarie in materia di Imposta sul valore aggiunto (Iva) e di antiriciclaggio, nonché alle relative interpretazioni della Corte di giustizia». Nella sostanza, dunque, anche ai fini Iva lo scudo fiscale dovrebbe rappresentare una sufficiente garanzia (ovviamente sino a concorrenza degli importi sanati) considerando anche che la c. 43/09 richiamava la possibilità di opporre la dichiarazione riservata rispetto ad atti disciplinati dal dpr n. 633/72.

Gli adempimenti legati al quadro RW. Oltre agli effetti ai fini dell'accertamento, l'accesso allo scudo fiscale produce rilevanti conseguenze anche sugli adempimenti dichiarativi ormai ravvicinati e, in particolare, ovviamente, sul quadro RW. L'amministrazione finanziaria, nella circolare 43/09 abbia precisato che dalle dichiarazioni relative al periodo di imposta 2009 (e dunque 730 e Unico 2010) sarà obbligatorio evidenziare le disponibilità estere ed i relativi flussi, indipendentemente dal fatto che le disponibilità in questione siano o meno suscettibili di produrre redditi imponibili in Italia. Tale indicazione riguarda però in primo luogo che non hanno aderito allo scudo fiscale in quanto, ad esempio, mancavano i presupposti per farlo in mancanza cioè di una violazione alle disposizioni sul monitoraggio fiscale di cui al dl 167/90. Si pensi al classico caso del contribuente proprietario di una abitazione di vacanza utilizzata direttamente in uno Stato che non assoggetta la detenzione in questione ad imposte sui redditi. Questa situazione, da quest'anno, deve essere oggetto di monitoraggio mediante compilazione del quadro RW. È diversa, invece, la situazione dei contribuenti che hanno effettuato lo scudo come peraltro ribadito nella recente circolare n. 12 del 2010. Infatti: in caso di rimpatrio fisico o giuridico del bene, non dovrà essere compilato il quadro RW sino a quando il bene non viene di fatto «riportato» all'estero. Nel caso del rimpatrio giuridico il caso potrebbe essere quello della fine del rapporto di mandato conferito ad esempio ad una società fiduciaria residente; in caso di regolarizzazione, l'avvenuta presentazione della dichiarazione riservata nel 2009 esonera per questa dichiarazione dalla compilazione del quadro RW mentre, nel caso in cui lo scudo sia stato presentato nel 2010, l'esonero sussiste anche per la dichiarazione da presentare nel 2011.

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